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Il Consiglio di Stato ci ripensa e innesta la retromarcia sugli stranieri che hanno fatto domanda di sanatoria ma che sono stati colpiti in passato da un ordine di allontanamento del questore. Solo poco più di un mese fa – la sentenza è la 5890, datata 18 agosto 2010 – i giudici avevano dato torto a un cittadino marocchino e ragione al Tar di Perugia: per lui niente regolarizzazione perché non se n’era andato dall’Italia dopo che gliel’avevano imposto le forze dell’ordine. Oggi quella decisione viene ribaltata: seguendo un orientamento opposto, il Consiglio di Stato ha dato torto al Tar di Bologna, accogliendo il ricorso di un altro cittadino marocchino a cui era stata negata la sanatoria perché condannato in passato dal questore a lasciare il Paese. “Non sembra – si legge nella pronuncia – che la condanna riportata dall’odierno appellante ai sensi dell’art. 14, d.lgs. 286/1998, fosse ostativa alla procedura di emersione”. Motivo del contendere – come Mixa ha già spiegato più volte nei mesi scorsi – un’interpretazione troppo rigorosa della legge, sostenuta dal Governo attraverso la circolare Manganelli, che equipara il reato di violazione dell’ordine di allontanamento del questore ad altri di particolare allarme sociale, come il furto, la rapina, lo stupro, la riduzione in schiavitù. Sentenze che ormai si sprecano sull’interpretazione di questa norma che, per molti, ha trasformato in truffa la sanatoria per colf e badanti.

di CS (29 settembre 2010)

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