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Italia
Centocelle, periferia est di Roma. Si trova qui il 126° circolo didattico intitolato a Iqbal Masih, la scuola materna ed elementare diventata simbolo di multicuturalità e di lotta contro i tagli all'istruzione. Settecentocinquanta alunni quest'anno, il 12% “straniero”, con il 5% di rom. E' stato girato qui il video-diario Non rubateci il futuro e qui è stato proiettato, durante il Clandestino Day, la giornata di solidarietà coi migranti, quest’anno dedicata proprio alla scuola, primo luogo di incontro tra le generazioni di origine diversa. Immagini che scorrono sul video per tutti i cittadini curiosi di andare a vedere con i loro occhi un'altra idea di scuola, una “scuola possibile”.
Genitori con figli, abitanti del quartiere, rappresentanti delle istituzioni locali: questa la platea dell'iniziativa incentrata sulla mobilitazione che, la scorsa primavera, ha portato sulle pagine di tutti i giornali l'Iqbal Masih, struttura occupata da docenti, genitori e bambini che protestavano contro il maestro unico e lo smantellamento del tempo pieno, in difesa di un bene comune: l'istruzione. Ovvero, il futuro. “L'italiano non si impara nelle classi ponte, mettendo insieme un cinese, un bengalese, un nordafricano e non sapendo chi deve insegnare cosa, visto che hanno età diverse e lingue madri diverse. Si impara col tempo lungo, affiancando alle lezioni normali, attività e laboratori pomeridiani, che servono a parlare e socializzare giocando, a far comunicare le culture”. Parola di Simonetta Salacone, la dirigente, appena pensionata, del 126° circolo didattico, nonché battagliera protagonista del video e delle proteste.
Le fanno eco i genitori dei piccoli. “Mi interessa capire che la scuola, oltre a dare delle nozioni a mia figlia, possa completare la conoscenza del mondo in cui lei si trova a vivere. Le ore in più sono fondamentali per raggiungere questa qualità dell'insegnamento”, racconta Roberto Roccatelli nel documentario ideato da due genitori video-maker, Pako Graziani e Alessandra Ferraro, e prodotto da Margine Operativo. Il tutto condito dalla colonna sonora Il rap di Enea, interpretata da Luca Mascini, cantante di Assalti frontali e papà di una bambina della scuola. Mentre risuona lo slogan: “il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini”.
di Livia Parisi (25 settembre 2010)
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