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I 200 immigrati scappati da Rosarno lo scorso gennaio e rifugiatisi a Roma, dove da oltre un mese vivono per strada, sono riusciti a farsi ascoltare. La protesta davanti alla prefettura della Capitale si è conclusa con l’incontro tra il viceprefetto, Clara Vaccaro, e una delegazione di manifestanti. Il funzionario ha chiesto una lista dettagliata con le generalità e le nazionalità di provenienza degli stranieri. Servirà alla prefettura per avviare insieme al ministero dell' Interno la procedura per il riconoscimento delle richieste d’asilo o del permesso di soggiorno umanitario. Secondo l’assessore al Bilancio della regione Lazio, Luigi Nieri, quasi tutti i lavoratori africani fuggiti a Roma hanno i requisiti per ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Bisogna vedere che cosa ne pensa il Viminale però che nulla ha fatto finora per assistere e proteggere queste persone. Sul fronte delle indagini, intanto, tutto tace. Secondo un rapporto dell’organizzazione per i diritti umani ‘Human rights watch’, l’inchiesta sulle violenze razziste contro gli immigrati di Rosarno procedono a passo di lumaca. "Solo tre persone sono state arrestate ma nei loro confronti non sono ancora state formulate delle accuse chiare né ci sono stati arresti per numerosi altri attacchi”. Al contrario - riferisce la relazione - cinque cittadini africani sono stati processati, giudicati colpevoli e condannati per la rivolta del 7 gennaio scorso.

 

di gb

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