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Italia
Agevolazioni, percorsi più facili, iter burocratici più brevi, procedure più snelle: li promette il ministero della Salute per i medici, gli infermieri e i tecnici di laboratorio stranieri intenzionati a esercitare la professione nel nostro Paese. Gli immigrati arriveranno in Italia grazie a un piano speciale, ancora allo studio, pensato appositamente per il settore sanitario: le procedure d’ingresso non dureranno più di 30 giorni, rispetto agli attuali 290, e si cercherà di rendere equivalenti i titoli di studio ottenuti all’estero. Un’apertura che parte da presupposti saldi: da una parte la necessità di personale soprattutto tra le corsie d’ospedale – altro settore in cui gli italiani si danno sempre meno da fare – dall’altra i dati che parlano chiaro. Secondo una ricerca condotta in collaborazione dall’Ismu, dal Censis e dal ministero del Lavoro è immigrato solo l’1,7% dei professionisti impiegati nella sanità. Secondo la federazione Ipasvi che gestisce l’albo nazionale, gli infermieri professionali stranieri attivi in Italia sono 30.639, circa il 10% del totale, di cui quasi 13mila extracomunitari e l’87% donne. Tutte persone che per arrivare a lavorare negli ospedali o nelle case di cura italiane hanno dovuto superare difficoltà e intralci. Da qui l’idea di incentivare la presenza straniera nel settore. Il primo passo è già stato fatto: da giugno sono gli uffici regionali a riconoscere i diplomi stranieri, un meccanismo che dovrebbe sveltire le pratiche e favorire l’assunzione di personale immigrato.
di CS (21 settembre 2010)
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