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Quarantotto ore dopo l'approvazione della legge che vieta il burqa in Francia, la Lega Nord presenta alla Camera una proposta simile per l'Italia. In Parlamento ce n'erano già 8, di cui una sempre del partito di Umberto Bossi. L'iniziativa del Carroccio prevede un'ammenda da 150 a 300 euro per le donne che indossano il velo, con la possibilità per il giudice di "trasformare" la multa nell'obbligo di fare lavori socialmente utili nel campo dell'integrazione. Chi costringe invece una persona a nascondere il proprio viso rischia un anno di reclusione e il pagamento di 30 mila euro. Se viene obbligato un minore o un disabile la pena è aumentata fino alla metà. Negli scorsi giorni anche il presidente della Camera Gianfranco Fini e il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna si erano espressi favorevolmente rispetto a una legge contro il burqa anche in Italia. In realtà il nostro Parlamento ha già approvato una legge (la 152 del 1975, in tempi di terrorismo delle Brigate Rosse, ndr) che all'articolo 5 obbliga la riconoscibilità delle fattezze del viso nel caso in cui vi possano essere risvolti di ordine pubblico. L'utilizzo di burqa e veli che coprono il volto è naturalmente vietato per quanto riguarda tutte le procedure burocratiche di rilascio di documenti di identità. Ovviamente questo vale anche per gli occhiali da sole o qualsiasi altro altro elemento che possa rendere difficoltoso il riconoscimento. Ma il Consiglio di Stato due anni fa ha evidenziato che l'utilizzo del burqa "generalmente non è diretto a evitare il riconoscimento, ma costituisce attuazione di una tradizione di determinate popolazioni e culture". (la sentenza n° 3076 del 2008).
di FB (17 settembre 2010)
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