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Aprirà i battenti entro quest’anno nella capitale la prima “Casa d’Africa” in Italia, un centro culturale sul modello di quelli realizzati dalle maggiori capitali europee: lo annuncia Vicktor Emeka Okeadu, nigeriano, consigliere comunale aggiunto per l’Africa. “Il mio auspicio è che l’Africa venga inquadrata in una prospettiva di maggiore umanità e non di problematicità, confidando anche nell’apporto che gli stessi africani immigrati potranno mettere in campo”, sottolinea Emeka Okeadu, che è anche presidente dell’associazione “Diaspora africana”, una realtà che esprime “creatività e originalità nel prevedere i confini tra le nostre radici e le nuove culture con cui ci confrontiamo”.

 

Già approvata dal Consiglio comunale e ormai in fase di attuazione la decisione di aprire la “Casa”, in collaborazione con il Corpo diplomatico africano a Roma. Obiettivi? Promuovere la presenza e la cultura africana nella metropoli, così come succede in centri culturali già presenti nell’Unione europea: ne è un esempio, a Parigi, l’Institut du Monde Arabe.

 

La Casa, dunque, è chiamata a diventare un cuore pulsante dove si organizzano eventi, si promuovono itinerari alla scoperta del continente nero e progetti di sviluppo, indirizzando la cooperazione comunale verso i luoghi di origine delle comunità africane che si sono stabilite a Roma e dintorni. Per risalire le rotte migratorie e comprenderne i meccanismi, ma anche semplicemente per conoscersi meglio.

di L.Bad. (21 luglio 2010)

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