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Canta vittoria il ministro dell’Interno Roberto Maroni: sbarchi praticamente azzerati in Italia nel giro di un anno. Un successo per il centrodestra: il calo è stato del 96%, dai 4.573 approdi registrati tra il primo gennaio e il 4 aprile del 2009 ai 170 dello stesso periodo del 2010. Ma c’è anche di più: la riduzione è arrivata dopo anni di escalation inarrestabile di arrivi sulle coste italiane con i picchi di un +68% di sbarchi registrato nel 2005 e un +81% del 2008. Numeri e cifre che per il ministero significano: efficacia ormai dimostrata delle politiche sull’immigrazione messe in piedi dal governo, a partire dall’approvazione nel luglio 2009 del ddl sicurezza con, ad esempio, l’introduzione del reato di immigrazione clandestina e il prolungamento fino a 180 giorni della permanenza nei Cie per gli extracomunitari senza permesso di soggiorno, per finire agli accordi con la Libia e ai respingimenti in mare. Efficacia sottolineata dal Viminale anche per quest’ultima pratica: 850 persone rispedite in Libia, secondo i dati ufficiali, altre 35mila mai partite proprio grazie ai patti con Tripoli. Unica pecca, secondo il ministro Maroni, la scarsa collaborazione europea nel controllo del Mediterraneo.
Entusiasmo e successo, però, non del tutto condivisibili: ci si dimentica – o forse si vuole dimenticare – che proprio l’azzeramento degli sbarchi ha provocato un dimezzamento delle richieste d’asilo in Italia, segnale che molti di quei “clandestini” accedevano poi alle misure di protezione. Sulla pratica dei respingimenti si dimenticano – o forse si vogliono dimenticare – anche i continui richiami delle ong, della stessa Europa, dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati e il destino patito da chi non riesce più ad arrivare in Italia, finendo in Paesi dove sono ammesse violenze e torture, come dimostra il recente caso degli eritrei da noi respinti e finiti in un carcere nel deserto libico. Si dimentica, infine – o forse si vuole dimenticare – che gli sbarchi via mare rappresentavano solo il 10% dell’immigrazione clandestina tanto che lo stesso Maroni ha denunciato solo qualche giorno fa: “La nuova frontiera sembra essersi spostata a nord, in particolare all’aeroporto di Malpensa”. E allora queste cifre rappresentano davvero un successo?
di CS (19 luglio 2010)
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