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Ragionevole e giusto l’articolo della direttiva comunitaria che assicura il permesso di soggiorno a chi ha il coraggio di denunciare il datore di lavoro illegale. Peccato però che il Senato abbia deciso di stralciare proprio quell’articolo, ovvero di accantonarlo, mentre il resto della legge è stato approvato. Gli sfruttati di Rosarno avrebbero potuto avere una degna ricompensa dopo gli abusi cui sono stati sottoposti nel silenzio generale. Niente da fare, sarà per un’altra volta, forse. E nemmeno se ne parla di regolarizzare i circa 100 immigrati che da Rosarno sono fuggiti a gambe levate a Roma. Da quasi un mese vivono per strada e se non fosse per alcuni comitati e associazioni locali non avrebbero nemmeno da mangiare. Le istituzioni se ne infischiano e respingono al mittente le loro richieste di regolarizzazione almeno per motivi umanitari. Questi ragazzi però, tutti al di sotto dei 30 anni, si stanno organizzando e nei giorni scorsi hanno costituito l’assemblea dei lavoratori di Rosarno e convocato una conferenza stampa. “Vogliamo che il governo di questo paese si assuma le sue responsabilità e ci garantisca la possibilità di lavorare con dignità. Chiediamo che il permesso di soggiorno concesso per motivi umanitari agli 11 africani feriti a Rosarno, sia accordato anche a tutti noi, vittime dello sfruttamento e della nostra condizione irregolare che ci ha lasciato senza lavoro, abbandonati e dimenticati per strada”. Noi di Mixa stiamo dalla loro parte e appoggiamo le loro rivendicazioni. Oltre alla politica, ci rivolgiamo anche alla magistratura a cui chiediamo di individuare i responsabili degli episodi di sfruttamento di Rosarno come del resto del Paese. Al momento le forme di protesta degli immigrati arrivati a Roma sono civili e pacifiche. Evitiamo di spingerli noi verso soluzioni criminali.

di GB

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