banner-permicro
In Primo Piano Editoriale Reportage News Rubriche MediaCenter Sondaggi Eventi Archivio Contatti Free Press
giovani
Share |
Lombardia, borse di studio per le figlie degli stranieri

Sono le più brave, le più veloci ad assorbire i cambiamenti. Sognano la carriera, anche più delle loro coetanee italiane. Ma tutto questo solo se hanno seguito un'adeguata educazione scolastica. La Lombardia sembra aver capito il messaggio e ha deciso di mettere a disposizione borse di studio per le figlie degli stranieri residenti nelle sue città  che si dimostreranno particolarmente dotate nel loro percorso scolastico. È questo il primo progetto del Comitato Promotore della Fondazione Equilatero. Lo scopo è palese: arrivare prima a integrarsi grazie alla possibilità di studiare piu a lungo.

 

Tra le promotrici c'è la senatrice Maria Ida Germontani, che ha confermato che la Fondazione sarà a regime entro la fine dell'anno. "L'idea è quella di promuovere in Lombardia le pari opportunità per il superamento delle disparità sociali – spiega la Germontani - mantenendo un costante riferimento alla complessa situazione che, soprattutto in tema di immigrazione, caratterizza la nostra realtà quotidiana con il rischio di provocare l'esclusione dell'Italia dal novero delle nazioni più ricche, più evolute e più solidali d'Europa e del mondo occidentale". L'obiettivo, in un Paese come il nostro, è molto ambizioso, perché prevede l'unione di due principi che sembrano impossibili da noi anche presi singolarmente: mischiare la meritocrazia all'integrazione, perché è ovviamente dalla crescita in tal senso del nostro sistema scolastico che sapremo se l'italianizzazione della Generazione Ponte fallirà o meno. L'apertura della nostra società verso culture diverse con la valorizzazione di quella italiana sarà il passaggio chiave.

 

Il primo passo sarà quello di fare una indagine sull'attuale situazione della presenza di studenti con genitori immigrati in Lombardia. Nel 2009 erano circa 152 mila gli iscritti nelle scuole della Regione, circa l'11% del totale. La metà sono ragazzine. Come per le coetanee italiane, anche loro sono generalmente le più meritevoli. Sono quelle con voti più alti e con una condotta migliore. Sanno organizzarsi meglio, e dato non trascurabile, sono le future mamme, coloro che educheranno altri bambini. È quindi fondamentale sostenere il loro cammino. Troppo spesso infatti per ragioni economiche sono costrette a un alto tasso di abbandono scolastico. Altre volte si preferisce far studiare solo i figli maschi. Se si aggiunge che nella maggior parte dei casi per ricevere una borsa di studio bisogna essere cittadini italiani, il problema si complica ancora di più.

 

Nonostante siano le migliori a scuola e le più 'pronte' all'integrazione, con il forte desiderio di affermarsi soprattutto nella carriera, ecco che non potendo finire gli studi, hanno maggiori difficoltà nel trovare un lavoro. Come le loro 'colleghe' italiane sono sottoposte alla discriminazione sessista del salario: le donne a parità di attività svolta guadagnano quasi un quarto in meno rispetto a un uomo. Per loro le difficoltà sono infinite: devono superare la discriminazione razziale e anche i problemi all'interno della loro famiglia, spesso abituate a una donna più dedicata alla famiglia.  Diventa fondamentale sostenerle in modo da sviluppare e far crescere il senso di appartenenza all'Italia che è poi la strada maestra verso una vera integrazione.

di francesco bianco

La scheda


Gli studenti in Italia figli di genitori stranieri erano 627 mila nell'anno scolastico 2008-2009, l'ultimo rilevato. Ormai rappresentano il 7% di tutti gli iscritti nelle scuole italiane. L'incremento è stato molto forte. Basti pensare che cinque anni prima non raggiungevano i 300 mila. Centomila quelli iscritti nelle scuole medie superiori. La loro scelta è generalmente indirizzata verso gli Istituti Professionali.

 

La loro carriera scolastica dipende in larga misura dal grado d'istruzione dei loro genitori: più e alta, migliore è il loro rendimento sui banchi di scuola. La maggior parte di loro è di origine europea: il 16,1% viene dalla Romania, il 14,8 dall'Albania. Seguono poi via via il Marocco, la Cina, l'Ecuador, le Filippine, l'India e la Tunisia. È la Lombardia a garantire l'istruzione al maggior numero di loro: quasi 152 mila. È un dato di gran lunga superiore a qualsiasi altra regione italiana. Al secondo posto c'e infatti il Lazio con 61.663 ragazzi iscritti, al terzo il Piemonte con 60.548.

 

Sembrano avere più problemi rispetto ai loro compagni di classe italiani, soprattutto a causa della lingua. Vengono bocciati di  più. Ad esempio nella secondaria è respinto il 9,3% degli studenti di origine straniera contro il 6,9 di quelli italiani. Va peggio nelle medie inferiori, dove viene respinto il 6,3% dei figli degli immigrati contro il 2,7 dei loro coetanei italiani.