Compie due anni a febbraio Crossing Tv, la web tv delle nuove generazioni. Esempio unico nel panorama italiano: una televisione fatta dai giovani per i giovani. Una ventina i collaboratori diretti da Silvia Storelli (vedi intervista), tutti ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, Italia compresa. Partecipare è facile, basta farsi avanti. Dirsi disponibili, mettersi alla prova. Un'esperienza decisiva: s'impara un lavoro, quello del giornalista, e si condividono le proprie aspirazioni. Ma non pensate subito a un palinsesto concentrato sulle tematiche degli immigrati, sul disagio e sulle difficoltà che s'incontrano nell'Italia del 2010 ad essere figli di genitori stranieri. Crossing Tv è una vera 'officina dei pensieri' come amano definirsi loro stessi, che rifugge dagli stereotipi e parla di amicizia, amore, musica, sport, cucina e tanto ancora. La svolta è stata possibile grazie a internet, che ha permesso, anche economicamente, di sviluppare un'idea impossibile sui media tradizionali. Raccontare un mondo trascurato dalla tv, dove i giovani, e non solo quelli stranieri, sono inevitabilmente legati a temi di disagio e difficoltà. Invece è uno spazio ricco di talenti, di voglia di fare e di esserci. La determinazione nel perseguire un modo diverso di raccontare l'universo dei ragazzi è evidente. Basta fare un salto su www.crossingtv.it per rendersene immediatamente conto. Veste grafica molto curata, filmati ben montati e godibili. Niente è lasciato al caso e tutto scrupolosamente verificato. E' una tv anche esteticamente contenta, ricca di contenuti. CrossingTV ha molte rubriche a tema e un blog, così chiunque può partecipare. Ogni sezione è un vero e proprio format televisivo a puntate, periodicamente aggiornato. Sono i ragazzi in prima persona a parlare di sesso, musica, cinema e cucina. E non pensate a ricette etniche: è uno spazio tipicamente italiano.
All'inizio di quest'anno è partito anche un canale radiofonico: gli instancabili giornalisti di CrossingTV sono 'on air' da domenica 17 gennaio sulle frequenze di radio città del capo, con una loro trasmissione, visibile anche sul sito.
La sede al momento è a Bologna, ma il desiderio è quello di espandersi come un profumo benefico in tutta Italia. Mancano però fondi e sostegno.
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I giovani immigrati sono più volenterosi degli italiani? Michela Dell'Amico ha indagato. Guarda il video
di Francesco Bianco
E' della filmaker bolognese Silvia Storelli l'idea di creare CrossingTV, un'idea nata per presentare i giovani di oggi, che sono stranieri e italiani. Nasce per coinvolgerli i giovani, per raccontare quello che non racconta l'informazione.
“Giochiamo sul ribaltamento dei luoghi comuni” ci racconta Silvia. “Siamo un progetto culturale e non un progetto sociale, perlomeno non solo. E' ovvio che può capitare di parlare anche di temi legati all'immigrazione, ma è un caso, non lo scopo della nostra redazione”. Dopo due anni si può tentare di tirare un primo bilancio. “La cosa che più mi ha colpita – dice Silvia – è che abbiamo riscontrato un notevole affetto tra la gente. Ci è capitato di riuscire a intervistare personaggi importanti, solo perché erano convinti del nostro progetto. E' bello anche il clima che si respira tra i ragazzi. Un vero spirito di condivisione. Quando si presenta un nuovo collaboratore non c'è nessuno che gli chieda da dove arrivi. Condividono il loro essere giovane, senza badare al resto. Quello che invece ci ha un po' delusi è l'atteggiamento delle istituzioni, che non ci hanno sostenuto come avrebbero potuto, anche se poi ci regalano un sacco di complimenti quando c'è da parlare della cose belle che ci sono a Bologna”. E per il futuro? Cosa vorreste fare da grandi? “Vorremmo metterci a disposizione per progetti di comunicazione che riguardano i giovani, visto che è questa la nostra competenza. Organizzare attività e servizi su questi temi anche per conto di terzi. Videogiornali per i ragazzi o anche consulenza per campagne di comunicazione. E poi coinvolgere nel nostro progetto adolescenti che hanno bisogno di aiuto per inserirsi meglio nella società. Ragazzi in difficoltà, travolti magari da insicurezza o eccessiva timidezza. E' già successo di occuparsi di qualcuno di loro, ma in redazione – ovviamente – nessuno lo ha mai saputo”.