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All'Umbria Jazz i ragazzi di strada brasiliani

Oggi Silvane è una ragazza brasiliana di 16 anni, ma quando ne aveva 10 passava la giornata elemosinando ai semafori di Salvador de Bahia per potersi comprare da mangiare. “Un giorno incontrai un educatore che mi invitò a entrare al centro Axé. Mi innamorai del 'Canteiro dos desejos' (l’Unità per bambini piccoli, dai 5 ai 12 anni) e accettai di iniziare a frequentare l’Axé”: uno spazio per giocare che non fosse la strada e poi “l’Unità di danza, dove ho imparato un po’ di balletto classico, di danza moderna e anche africana”. Ma gli educatori notano la sua voce: inizia a cantare nella 'Bandaxe', a suonare tastiere e chitarra. E a studiare canto lirico. Da meniña de rua a mezzosoprano...


Silvane è soltanto una degli oltre 18 mila ragazzi che il 'Projeto Axè-Centro di difesa e protezione per bambini e adolescenti' ha accolto e accompagnato verso il recupero: ben l’85% non è tornato sulla strada, alla droga o alla criminalità, ma ha trovato una nuova vita.

Adesso, 20 di loro arrivano in Italia, e si racconteranno attraverso la danza, la musica e il canto all'Arena Santa Giuliana di Perugia, durante la serata conclusiva della rassegna 'Umbria Jazz', il prossimo 18 luglio. Saranno affiancati da Fiorella Mannoia, che ha aderito subito all'iniziativa per il suo legame personale con Axè.

 

Ad accompagnare i ragazzi, anche il duo Hamilton De Holanda-Yamadu Costa e Giovanni Hidalgo con Horacio 'El Negro' Hernandez. Tema dell'esibizione: 'Sons e Movimentos Do Desejo', che vedrà alternarsi balli e pezzi musicali con sonorità tutte brasiliane e la direzione artistica di Marcos Carvalho, esperto di pedagogia di strada e formazione professionale, coordinatore delle attività educative a diversi livelli.

Danza allora, capoeira, musica, canto, arti figurative: insieme al sostegno alla frequenza scolastica e al ritorno in famiglia sono questi gli elementi del percorso pedagogico ed educativo ideato vent'anni fa dal fiorentino Cesare de Florio La Rocca, fondatore a Salvador de Bahia dell'organizzazione no-profit Projeto Axè: laureato in teologia e filosofia nonché in giurisprudenza, ha lavorato con numerose organizzazioni per l’infanzia e, su 72 anni di vita, 43 li ha trascorsi in Brasile, a lavorare con i suoi giovani, che definisce “l’energia più preziosa di una nazione”.

 

Fin dal 9 luglio e per tutta la durata del festival, Perugia ospita i ragazzi di Axé - anche grazie alla partecipazione diretta del Comune e l’impegno del suo Sindaco -, aprendo loro le aule dei seminari del 'Berklee College of Music' di Boston, che quest’anno festeggia 25 anni di esperienza perugina. Nel 2009, invece, al festival umbro avevano partecipato i 'Juakali Drummers' di Nairobi, un progetto di Amref e 'Dulcimer Fondation pour la Musique'.

 

Nei giorni scorsi i giovani musicisti di Axè sono stati anche protagonisti per le strade del centro storico di insolite street parade, animando anche un workshop di capoeira, un'autentica forma di lotta di origine africana accompagnata dalla musica e caratterizzata dall'armonia dei movimenti (in Italia esistono un centinaio di scuole che ne insegnano l'arte). Lunedì scorso i ragazzi di Axè si sono esibiti nella storica Piazza IV Novembre, mentre il 24 luglio alle 21,30 animeranno a Reggio Emilia il festival 'Restate'.


Essendo la musica un'attività aggregativa dalle ottime potenzialità, capace di far diminuire il tasso di violenza tra i giovani, Projeto Axè realizzerà in Brasile il progetto 'Musica e pace', che coinvolgerà per un anno ben 193 adolescenti di Salvador di Bahia con attività 'arteducative' individuali e di gruppo: canto corale, musica strumentale e percussioni, ma anche lezioni pubbliche. A sostegno di questa iniziativa per i meninos de rua brasiliani, il Progetto Axè Italia onlus ha lanciato una campagna per l'invio di sms: fino al 25 luglio si può inviare un messaggio del valore di un euro al 45593 da tutti i cellulari personali Tim, Vodafone, Wind e 3, oppure donare 2 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, per finanziare il progetto con un piccolo ma significativo gesto.

di Laura Badaracchi, Foto di Milla Petrillo (15 luglio 2010)

Dalle favelas al mondo



L'idea è saltata in mente vent'anni fa a un fiorentino doc, Cesare De Florio La Rocca: nel 1990, a Salvador di Bahia (Brasile), ha fondato Projeto Axè (Centro di difesa e protezione per bambini e adolescenti). Un’organizzazione no-profit che punta a “recuperare bambini e ragazzi di strada esclusi dalla vita sociale, affettiva e istituzionale, attraverso una consolidata proposta pedagogica di accoglienza e inclusione”. Axé lavora infatti con bimbi e adolescenti, sollecitandoli a sognare e a “desiderare”.


Il Projeto Axé - il cui nome nella spiritualità della cultura Candoblé di Bahia indica l’energia vitale, il principio di tutte le cose - segue oggi circa 900 ragazzi di Salvador (maschi e femmine, tra i 4 e i 25 anni), attraverso percorsi di recupero che includono apprendimento di discipline artistiche (musica, danza, capoeira, arti figurative, moda), sostegno alla frequenza scolastica, reinserimento in famiglia e reintegrazione all’interno delle comunità di appartenenza.


Infatti il lavoro coinvolge anche famiglie e comunità, in sinergia con altre organizzazioni e con le istituzioni, grazie all'intensa attività di formazione (rivolta agli educatori e agli operatori sociali pubblici) e di lobbying per la sensibilizzazione della politica sulla
difesa dei diritti dei bambini, sul contrasto agli abusi sessuali e alla dipendenza dei ragazzi dalla droghe.


Riconosciuto a livello internazionale, Projeto Axè collabora – tra gli altri – con il governo brasiliano, l’Unicef e l’Unesco. In Italia l’associazione Progetto Axè Italia onlus è nata per  promuovere il Projeto Axè, e raccoglie fondi a sostegno delle attività in Brasile di un loro ulteriore sviluppo. Per informazioni, www.axeitalia.net.