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I giovani musulmani vanno diritti alla cittadinanza

"Combattere per ciò che ti spetta di diritto, perché nel resto d’Europa è un diritto garantito. In Italia no. In Italia non basta essere nati qui, ma ci devi passare diciotto anni. Poi, alla maggiore età, finalmente arriva quel pezzo di carta che hai atteso una vita". Va dritta al punto Shaima Sehlaoui, diciotto anni, da tre mesi cittadina a tutti gli effetti, musulmana praticante e praticamente italiana. "Sono cresciuta tra due culture, quella marocchina dei miei genitori e quella italiana. Che è mia, perché ci sono nata, perché mi piace". Da un anno Shaima è nel direttivo torinese dei Giovani Musulmani, decisa, consapevole, fiera. "È vero, ci sono spinte disgregatrici all’interno del Paese, il leghismo è solo un esempio. E c’è poco senso del dovere nei confronti dello Stato. Noi, che dobbiamo costantemente dimostrare la nostra 'italianità', crediamo che essere cittadino non sia solo un diritto ma, appunto, un dovere". Un dovere che svolgono incontrandosi, dibattendo di attualità, democrazia e Islam, presso la sede di Sinistra e Libertà che ospita, almeno per ora, la loro associazione.


"C’è un brutto clima in Italia", prosegue Shaima, "la politica e i media non fanno altro che diffondere un’immagine negativa dell’Islam, e da dopo l’11 settembre l’islamofobia si è diffusa un po’ ovunque in Europa. Ma qui è più forte che altrove". Un vento d’intolleranza che sta spingendo diverse famiglie di musulmani a partire, soprattutto per il Belgio e l’Olanda: "Ne conosco tanti. Erano in Italia da anni, ma non si sentivano sicuri a far crescere qui i propri figli. Ed ecco che gli stranieri integrati se ne vanno, e il loro posto lo prendono nuovi immigrati, disperati e spesso delinquenti. Sembra che l’Italia voglia proprio avercelo questo 'problema immigrazione'!".
 

"Non è solo una questione amministrativa, sono nato e cresciuto qui" afferma Yassin Lafram, membro del direttivo nazionale. "Non è solo un modo per evitare quelle interminabili attese, di notte all’aperto davanti alla questura, tra vecchi e bambini piccoli. Bambini che stanno crescendo in un Paese che li insulta, che li educa all’odio invece che al rispetto". 


"C’è chi vive qui da vent’anni e neanche parla la lingua. Come si può certificare il livello di integrazione con il solo requisito dell’età?", si chiede Yassin Naoum, metalmeccanico di giorno e la sera studente dell’istituto tecnico Guarini. "Bisognerebbe controllare se la persona ha studiato in Italia, se vuole rimanerci. Invece la cittadinanza sembra un modo per fare cassa: a noi le pratiche costano 200 euro. A un 'italiano' la carta d’identità ne costa solo cinque".


Lo scorso ottobre il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha proposto di concedere la cittadinanza all’età di undici anni a coloro che sono giunti nel nostro Paese molto piccoli o che ci sono nati. Lo scorso dicembre si è svolto a Torino il convegno nazionale 'Musulmani 2G in Italia. Diritti e doveri di cittadinanza dei musulmani di seconda generazione'. Segno che qualcosa si muove. E più di tutto si muovono loro, i giovani musulmani, che hanno voglia di dimostrare il loro valore, con onestà e tenacia. 

 

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di Matteo Zola Foto Andrea Giambartolomei

Zai.net, un mensile di classe

 

Un mensile di classe, ecco come si definisce Zai.Net, rivista di studenti per studenti, ricevuto – appunto - da ben 40682 classi delle scuole superiori. Tra i temi, tutti di taglio 'giovanile' c’è quello dell’integrazione. "Zai.Net è un luogo di aggregazione - ci racconta l’ormai ex assessore del Piemonte al Welfare e immigrazione Teresa Angela Migliasso - che permette ai ragazzi di conoscersi a vicenda e affrontando i temi della multiculturalità superano le reciproche diffidenze. Spesso si sente dire che i nostri ragazzi sono razzisti, io non lo credo - ci spiega anche Migliasso - Penso che siano vittime di una retorica xenofoba, e che non abbiano gli strumenti per superarla. Ma messi nelle giuste condizioni, ecco che ogni razzismo scompare". L’ex assessore ci spiega che per questo la Regione ha deciso di finanziare il progetto, almeno fino a oggi. "Bisognerà vedere se la nuova giunta Cota farà altrettanto". Gli studenti sono al contempo redattori e lettori, ed è senza dubbio il più grande laboratorio di scrittura giornalistica dedicato ai giovani attualmente operante in Italia. Zai.net Magazine è caratterizzato da approfondimenti nazionali integrati da contributi locali provenienti dalle redazioni di Torino, Roma, Aosta, Savona e dalla redazione on-line. Una vera e propria community di giovani reporter, un progetto che va oltre il semplice giornalino scolastico. Il 6 marzo scorso si è tenuto al Politecnico di Torino il Convegno nazionale della stampa studentesca. Il tema della 'seconda generazione', ovvero dei ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, è stato uno dei temi in agenda.