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Immigrati sempre più vittime della crisi: gli ultimi dati arrivano dall’Ocse, l’Organizzazione per la crescita e lo sviluppo economico, che ha registrato una brusca frenata delle migrazioni nei Paesi dell’area. Secondo il rapporto annuale International Migration Outlook, le persone arrivate nel 2008 nei 31 Stati membri sono state 4,4 milioni con un calo del 6%: tendenza invertita rispetto agli ultimi 5 anni in cui il numero era cresciuto in media dell’11%. Secondo l’analisi, gli immigrati – in particolare quelli giovani – soffrono di più la crisi perché impiegati nei settori maggiormente colpiti, come l’edilizia e il turismo: molti quelli costretti dalla perdita dell’impiego a tornare a casa. Qualche speranza in più per le donne con l’aumento dei tassi di occupazione per le immigrate in alcuni Paesi Ocse. Dall’organizzazione poi anche un appello ai governi affinché compiano ogni sforzo possibile per assistere gli straneri che hanno perso il lavoro, per garantire loro gli stessi diritti dei lavoratori locali, per sostenerli nella ricerca di un nuovo impiego. “Gli immigrati sono preziosi per le economie nazionali – ha spiegato il segretario generale dell’Ocse Angel Gurrìa – soprattutto quando i tempi sono buoni. Le difficoltà economiche non devono essere usate come scusa per restringere eccessivamente l’immigrazione. Per regolare il settore serve una prospettiva a lungo termine”.

di CS (13 luglio 2010)

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