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Il nuovo presidente, europeista convinto, ha battuto Jaroslaw Kaczynski. Ma il fratello dell'ex presidente morto in un incidente aereo affila le armi per le elezioni parlamentari
Dal 4 luglio alla presidenza della Repubblica polacca c'è Bronislaw Komorowski, 58 anni, ex speaker del Parlamento e presidente ad interim dopo la tragica scomparsa di Lech Kaczynski nel disastro aereo del 10 aprile a Smolensk, nella Russia meridionale. Candidato dalla Piattaforma civica (Po), formazione liberale cui fa capo anche il premier Donald Tusk, Komorowski ha vinto il ballottaggio contro Jaroslaw Kaczynski, già premier per un breve periodo, dal luglio 2006 al novembre del 2007, esponente di spicco di Diritto e giustizia (Pis) e fratello gemello del defunto Lech.
Riportato sulla scena politica nazionale, dopo un periodo di ombra, proprio dal lutto che ha colpito la famiglia Kaczynski e la nazione intera, decapitata dei propri vertici istituzionali, l'euroscettico, nazionalista e cattolico conservatore Jaroslaw non è riuscito nell'impresa auspicata dalla destra radicale, e a tratti xenofoba, polacca. I consensi per lui si sono fermati al 47%, dopo il 36,5% del primo turno, il 20 giugno. Komorowski si è aggiudicato il 53% dei voti, a fronte di un'affluenza del 55%, decisamente superiore alle aspettative.
Di almeno due generi le riflessioni d'obbligo: innanzitutto, la morte di Kazcynski, e di altre 95 persone fra membri dello Stato maggiore e delle massime istituzioni, e le piogge alluvionali di fine maggio che hanno messo in ginocchio metà del Paese non hanno spinto gli elettori verso il candidato del Pis, che si è presentato nella veste inedita di padre della patria. La commozione non ha prevalso sulla ragione. A seguire il richiamo di Kaczynski sono stati gli elettori più anziani, generalmente residenti al di fuori dei grandi centri urbani, forse più spaventati degli altri dalle politiche europeiste, dall'immigrazione e dalla globalizzazione economica. La parte più giovane, urbanizzata e progressista del paese ha preferito guardare avanti.
Seconda riflessione: Kaczynski ha ammesso la sconfitta con fairplay quasi britannico. L'aggressività verbale di un tempo è stata messa da parte. L'ex falco del Pis ha compiuto una metamorfosi in agnello che gli ha fruttato una fetta di elettorato più che dignitosa, con la quale la destra conservatrice si presenterà alle prossime elezioni legislative, nel 2011, con ottime chance di successo. Entro quella data, il neo-presidente e la compagine di governo retta dalla Piattaforma civica dovranno riuscire a convincere l'altra metà del Paese. L'euro-entusiasta Komorowski ha davanti a sé un compito duro: sostenere l'attuale crescita, attestatasi al +4% nella prima metà dell'anno; distendere i rapporti con Mosca e, allo stesso tempo, riavvicinarsi a Bruxelles, osteggiata dal predecessore Lech Kaczynski. Soprattutto in vista della presidenza di turno polacca del 2011, cui gli altri Stati membri guardano con non poca preoccupazione.
Ora, messa da parte la lunga notte fra domenica e lunedì, nel corso della quale i contendenti sono stati dati per vincitori alternativamente più volte, resta un ultimo punto interrogativo: si attende di capire chi deciderà di appoggiare la Chiesa polacca. Entrambe le formazioni, infatti, si professano cattoliche tradizionaliste. Ma potrebbe anche accadere che la gerarchia scelga di supportare l'unità nazionale, senza prendere posizione a favore di uno o dell'altro partito, all'insegna del 'voltare pagina il più presto possibile'.
di Federica Zoja (8 luglio 2010)
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Il suo destino era già segnato. Bronislaw Komorowski si sarebbe già dovuto presentare alle elezioni previste originariamente per ottobre e, secondo tutti i sondaggi, avrebbe avuto la meglio anche contro Lech Kaczynski, prematuramente scomparso nella tragedia dello Smolonsk. Storico ed ex ministro della Difesa, oltre che speaker del Parlamento, Bronislaw è nato conte, ma di quella nobiltà ormai decaduta. Sposato con 5 figli, negli anni '70 è stato più volte arrestato durante gli anni della dittatura comunista. Nei primi anni '80 ha addirittura conosciuto la terribile esperienza del campo d'internamento.