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Niente di fatto al primo turno delle elezioni presidenziali in Polonia, domenica 20 giugno, considerate da numerosi osservatori un appuntamento con la storia. Per sapere chi guiderà la presidenza della Repubblica bisognerà aspettare il ballottaggio del 4 luglio prossimo. Gli elettori dovranno scegliere fra Bronislaw Komorowski, già presidente della Camera bassa, attuale capo di stato ad interim e candidato della Piattaforma civica (Po), il partito di governo, e Jaroslaw Kaczynski, leader della destra conservatrice Diritto e giustizia (Pis), premier per un breve periodo (luglio 2006-novembre 2007), la cui figura politica annebbiata è stata drammaticamente rilanciata dalla scomparsa del fratello gemello.

 

Già prima che la tragedia aerea di Smolensk, in cui il 10 aprile scorso sono morti il presidente Lech Kaczynski e altre 95 persone, facesse piazza pulita dei vertici dello Stato polacco, il rinnovo della presidenza era previsto per l'anno in corso, probabilmente per l'autunno. Poi, l'incidente fatale per la leadership polacca e, a fine maggio, le alluvioni che hanno devastato città e villaggi in tutta la Polonia (20 i morti e miliardi di euro i danni) hanno anticipato l'appuntamento elettorale. Finendo per attribuire al voto sfumature epiche, da rivincita contro l'accanirsi del destino. Nella commozione generale, la campagna elettorale è stata sommessa. Komorowski ha ricevuto il sostegno del premier Donald Tusk e dei vertici di Po all'unanimità. I sondaggi lo hanno dato per favorito da subito. Nel frattempo, però, il Paese ha assistito alla trasformazione di Jaroslaw Kaczynski: da politico aggressivo, cattolico conservatore, ultra-nazionalista, anti-europeo, a tratti xenofobo e anti-semita, a padre della patria colpito negli affetti più cari, candidato dal Pis per “portare a termine una missione”, il disegno politico del gemello morto. La trasformazione del 'lupo' Jaroslaw in 'agnello', e soprattutto l'emozione per la morte del fratello, non hanno fruttato al candidato del Pis un decisivo 50% + 1 dei voti. Tuttavia il suo assalto alla 'locomotiva' di Komorowski partirà da un solido 36,46%, a fronte del 41,54% del presidente ad interim.
 

Ora la Polonia dovrà scegliere fra un leader europeista, deciso ad adottare l'euro in tempi rapidi, disponibile alla piena riconciliazione con la Russia e uno da sempre nemico di Mosca e insofferente all'europeismo, ora insolitamente docile, spostatosi al centro. Sullo sfondo le elezioni parlamentari del prossimo anno.


Intanto l'economia polacca conferma un tasso di crescita oltre il 4%. Nel Sud, colpito dalle esondazioni, si guarda oltre: la regione della Malopolska e in particolare il suo cuore urbano pulsante, Cracovia, ad elevata vocazione turistica, si concentrano sulla stagione estiva. Nella città che fu di Giovanni Paolo II, affollata di turisti – ogni anno una media di 7 milioni – gli unici segnali della disputa in corso sono i manifesti di Kaczynski, per l'opinione pubblica 'il fratello', ritratto in primo piano accanto allo slogan: “Polska jest najwazniejsza”, “La Polonia è la cosa più importante”. Sfondi giallo canarino o bianco lunare danno risalto al volto rassicurante del candidato.


Attento alla scena politica interna, il cinquantenne Radek, titolare di un'agenzia turistica a Cracovia insieme alla moglie, fa pronostici, lasciando capire per chi sarà il suo voto: “Il favorito secondo me è il fratello del presidente morto. Non che lui piacesse a tutti, questo no, ma quello che diceva poi lo realizzava. Vincerà perché la gente non si fida più di chi promette e non mantiene”. Poi, semplifica per l'osservatore straniero: “Non è come da voi, centro-destra e centro-sinistra. I candidati qui sono entrambi di destra” e rimpiange i tempi in cui “davvero non si trovava posto nelle chiese la domenica”. Eppure sembra difficile immaginare una partecipazione maggiore: anche all'ultima funzione delle nove e mezza di sera, le parrocchie di Cracovia traboccano di fedeli di ogni età, i ritardatari seduti sui marciapiedi. Per gli abitanti di Krakow, Karol Wojtyla non è mai morto.

di Federica Zoja (24 giugno 2010)

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Vladimir ha scritto:
2010-06-26 10:08:01
Forza Komorowsky!!! La repubblica Polska ha bisogno di un volto nuovo dalla mentalità aperta,che possa migliorare i diritti umani ,che purtroppo lì sono ancora molto trascurati.Spero che alle votazioni il popolo non guarderà solamente l'interesse economico del Paese ma anche l'aspetto civile,che da sempre stato lasciato da parte...Komarowsky potrebbe cambiare,Komarowsky deve cambiare!!!
L'incidente di Smolensk

 

Uomini armati si aggirano fra i rottami dell'aereo Tupolev a bordo di cui viaggiavano il presidente polacco, Lech Kaczynski e altre 95 persone, impartiscono ordini in russo, sparano, rovistano. Il video in questione, fra i più cliccati sulla piattaforma YouTube, è stato immediatamente definito da Mosca un “falso vergognoso”, ma l'arte della dietrologia si è subito sprecata. Incontrando un terreno fertile in Polonia, la cui opinione pubblica è ancora diffidente e sensibile quando si discute d'ingerenza russa nella politica nazionale. E così sono in molti a ritenere, fin dal giorno dell'incidente di Smolensk, il 10 aprile, che Mosca abbia orchestrato un attentato per destabilizzare il Paese, sempre più vicino all'Unione europea e agli Stati Uniti. Per il momento, sulla dinamica dei fatti rimangono zone d'ombra, anche se la pubblicazione delle registrazioni contenute nella scatola nera dell'aereo – ordinata dal primo ministro Tunsk - sembra chiarire che i piloti si erano resi conto di un grave guasto all'apparecchio. Gelido il commento del fratello del presidente: “voglio avere i materiali originali e non la copia inviata da Mosca”.