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Europa
La Polonia cerca di reagire alla tragedia che ha cancellato gran parte delle sue istituzioni con l'annuncio delle elezioni presidenziali a giugno. L'annuncio è arrivato dal capo della cancelleria del Parlamento Lech Czapl. Nei prossimi giorni Bronislaw Komorowski, presidente del Parlamento che ha assunto ad interim le funzioni di capo di Stato dopo la tragedia avvenuta sabato a Smolensk, in Russia, dovrebbe fornire la data esatta della consultazione elettorale. Per ora è impegnato in un primo giro di consultazioni.
Nella sciagura aerea hanno perso la vita il presidente polacco Lech Kaczynski, la moglie Maria, ma anche i vertici militari e politici di un Paese che ora resta senza guida. Le vittime in totale sono state 96. Una strage causata (ormai sembra certo) da un errore umano. Il viaggio era stato organizzato per partecipare alla commemorazione del settantesimo anniversario del massacro della foresta di Katyn (vedi BOX), in cui la polizia segreta di Stalin massacrò 22mila persone appartenenti all'elite intellettuale e militare polacca. Un destino crudele. Una storia che sembra ripetersi.
La Polonia è in lutto. Milioni di persone da giorni si recano nelle chiese per pregare per le vittime. Il Paese deve però pensare anche al suo futuro politico. E dopo l’annuncio che a giugno si andrà alle urne, presto inizierà la campagna elettorale. Una corsa alla presidenza chiaramente falsata da quanto accaduto in Russia. Il presidente ad interim Komorowski, leader di Piattaforma Civica, partito democristiano liberal-conservatore, a cui appartiene anche il premier Donald Tusk, sarà uno dei candidati alla successione di Kaczynski. Prima dello schianto aereo era dato per favorito per le presidenziali fissate per ottobre, mentre il presidente in carica, che si sarebbe ricandidato, non aveva alcuna speranza di vincere nuovamente: il 70% dei polacchi si dichiarava contrario alla sua politica anti europea e di opposizione alla Russia. Kaczynski più volte era stato criticato da Bruxelles per le sue posizioni omofobiche e spesso troppo nazionaliste.
Nello schianto di Smolensk ha perso la vita anche il candidato socialista alla presidenza, Jerzy Szmajdzinski, vicepresidente del Parlamento. Un'intera classe politica distrutta.
di Simona Volta
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