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Una consultazione elettorale regionale che sta avendo pesanti effetti a livello nazionale.
La Francia sta facendo i conti con i risultati delle urne. Un Paese che, nella sua quasi totalità (se si escludono l'Alsazia e l'isola della Reunion), ha scelto il centrosinistra per l'amministrazione regionale. Una vittoria storica per la coalizione rosso-rosa-verde.
Il presidente Nicolas Sarkozy, uscito pesantemente sconfitto dall'appuntamento, affila le armi. Il capo dell'Eliseo, giunto ormai a metà mandato, ha ribadito di voler proseguire con il suo programma di riforme, inclusa quella contestatissima delle pensioni. In un discorso ai francesi Sarko ha fatto intendere la sua intenzione di spostare la sua politica ancora più a destra, per cercare di riconquistare quell'elettorato che non vota a sinistra ma che è rimasto deluso dall'Ump, preferendo disertare l'appuntemento elettorale.

 

Il presidente francese ha minacciato una nuova strette su sicurezza e immigrazione, confermando il contestato ministro dell’Immigrazione Eric Besson (pesantemente criticato in seno all'Ump per aver lanciato il discusso dibattito sull'identità nazionale). Al momento però l'unico annuncio è quello della presentazione da parte del governo di un progetto di legge per il divieto del velo integrale nei servizi pubblici.
Previsto invece un rinvio a data da destinarsi della carbon tax, che all'inizio del mandato sembrava il fiore all'occhiello del nuovo corso dell'Eliseo.

 

Nel Paese gli ultimi sondaggi danno Sarkozy in caduta libera, mentre continua a crescere la popolarità del premier Fillon, al punto che tra i due i rapporti si sarebbero ulteriormente deteriorati. La destra sembra andare in frantumi: l'ex primo ministro de Villepin, da tempo in rotta con il presidente, ha annunciato la nascita di un nuovo movimento politico che sarà fondato durante un congresso il prossimo 19 giugno. Un partito, ha spiegato de Villepin, contro il fallimento di Sarkozy. E l'Ump deve fare i conti anche con il Fronte Nazionale, che fa del razzismo uno dei suoi cavalli di battaglia e continua a raccogliere sempre molti, troppi consensi. Ma all'interno del partito è scoppiata la corsa alla successione dell'ormai anziano Jean Marie Le Pen. La favorita sembra essere la figlia di Le Pen, Marine che nella regione del Nord-Pas-de-Calais ha ottenuto il 22,20% delle preferenze.

 

I risultati delle ricerche sostengono incoltre che circa sei francesi su dieci vorrebbero una vittoria dei socialisti alle presidenziali del 2012.
Per la sinistra francese si tratta di un'occasione da non perdere. L'occasione per compattarsi attorno a un'unica persona, a un solo programma. E fra due anni l'uomo vincente potrebbe essere...una donna: forse la leader dei socialisti Martine Aubry, forse Segolene Royal già candidata alle ultime presidenziali. Di un ritorno in grande stile dell'ex candidata socialista all'Eliseo parlano tutti i quotidiani francesi, ma ancora non ci sono conferme ufficiali. La Francia questa volta potrebbe essere pronta per avere una donna presidente. Ma il Ps deve stare attento a non lasciarsi sfuggire la presidenza, tendendo da conto alleati come i Verdi che nelle ultime regionali hanno fatto un balzo in avanti.

di Simona Volta

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L'intervista

 

Pierre Farge giornalista giornalista freelance francese
 
 
- Tra i dati più importanti delle regionali francesi c'è quello dell'astensione. Secondo te perché la gente non va a votare?

I francesi hanno distertato le urne perché stanchi di questa politica. Non si riconoscono più nel partito del presidente ma neppure nei socialisti che troppe volte sembrano non avere un  programma ben definito, un'opposizione compatta. 

 

 

-  Cosa farà adesso il presidente Sarkozy?

Nicolas Sarkozy ha già fatto sapere che procederà con le riforme. Il suo primo obiettivo è la riforma delle pensioni. Ma bisogna vedere quanto i cittadini si opporranno ai suoi piani. Noi francesi, quando occorre, scendiamo in piazza per far sentire la nostra voce. Il timore, comunque, è che il presidente decida di buttarsi sempre più a destra, per tentare di recuperare i favori di quella parte di elettorato che ha sempre votato il centrodestra ma non si riconosce nella politica dell'Ump. E per togliere voti al Fronte Nazionale di Jean Marie Le Pen e di sua figlia. Le tensioni, all'interno della destra ci sono. Basti pensare le indiscrezioni su un'intervista che il premier Fillon avrebbe dovuto realizzare sul primo canale tv francese che è stata cancellata all'ultimo minuto. Sembra che sia stato proprio Sarko a bloccarla, indispettito dal fatto che il primo ministro raccolga più consensi di lui.

 

 
- Nella politica per l'immigrazione le regole diventeranno ancora più dure?

Secondo me non cambierà molto visto che l'Eliseo ha confermato lo stesso ministro. Ministro che non piace anche a molti cittadini che votano a destra, perché si è messo a parlare di cose assurde come il dibattito sull'identità nazionale.


- I socialisti si stanno preparando per le prossime elezioni presidenziali. Sarà Martine Aubry l'alternativa a Sarko?

Nelle ultime ore si torna a parlare di Segolene Royal. Secondo me è troppo presto per fare un nome: si rischiano scelte avventate sull'onda della vittoria ottenuta nelle regionali.
Sicuramente i francesi sono diventati più sensibili a temi come l'immigrazione ma anche a temi ambientali e questo spiega il buon risultato ottenuto dai verdi. Di tutto questo lo sfidante di Sarkozy all'Eliseo (se sarà lui a correre per la destra) dovrà tenere conto.