banner-permicro
In Primo Piano Editoriale Reportage News Rubriche MediaCenter Sondaggi Eventi Archivio Contatti Free Press

news
Europa

 

Share |

,

La denuncia è chiara e precisa: ci sono scappatoie legali che consentono ad aziende europee di mettere in commercio “strumenti di tortura”. A dirlo è Amnesty International che, insieme alla Omega Research Foundation, ha diffuso un rapporto dal titolo “Dalle parole ai fatti”. Tra gli strumenti di tortura prodotti nel vecchio continente, e anche in Italia, e poi esportati: congegni fissati alle pareti delle celle per immobilizzare i detenuti, serrapollici in metallo e manette, bracciali che producono scariche elettriche da 50.000 volt. Secondo il dossier le attività sarebbero continuate nonostante nel 2006 siano stati introdotti controlli “per proibire a livello internazionale il commercio di materiale di polizia e di sicurezza atto a causare maltrattamenti e torture e per regolamentare il commercio di altro materiale ampiamente usato su scala mondiale per torturare”. “Le nostre ricerche – ha spiegato Brian Wood, direttore del dipartimento che per Amnesty si occupa di questioni militari, sicurezza e polizia – mostrano che dal 2006, nonostante i nuovi controlli, diversi stati membri tra cui Germania e Repubblica Ceca hanno autorizzato l'esportazione di strumenti per operazioni di polizia e di controllo dei detenuti verso almeno nove paesi per infliggere torture”. Amnesty e la fondazione Omega Research chiedono dunque alla Commissione europea e agli stati membri dell’Unione di “tappare queste falle legislative e di applicare e rafforzare le normative esistenti”. L’associazione per la difesa dei diritti umani chiede inoltre ai paesi europei “di passare dalle parole ai fatti, imponendo controlli davvero effettivi e assicurando che questi prodotti non vadano a finire nella cassetta degli attrezzi del torturatore”.

di CS

{ 0 Commenti }

Informativa privacy (art.13 D.Lgs. 196/03): il nome e l'indirizzo email che il visitatore conferisce non sono obbligatori al fine del presente servizio: se conferiti il nome e l'indirizzo e-mail vengono utilizzati esclusivamente per la gestione dei commenti da pubblicare nella bacheca. Le opinioni e i commenti nella bacheca e il nome in essa contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione nella bacheca. La diffusione dei dati del visitatore e di quelli rilevabili dai commenti inseriti deve intendersi direttamente attribuita all'iniziativa del visitatore medesimo; la Società garantisce che nessun altra ipotesi di trasmissione e/o diffuzoine degli stessi è prevista. In ogni caso il visitatore ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all'art.7 D.Lgs. 196/03. Si invita il visitatore a prendere visione della versione integrale dell'informativa privacy.