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Sgomberi improvvisi ma sempre più diffusi nel Nord Ovest della Francia: nel mirino della gendarmerie gli accampamenti provvisori in cui trovano riparo i rifugiati. Azioni di violenza e vessazione che hanno fatto insorgere il mondo del no profit, tanto da spingerlo a scrivere una lettera aperta al ministro francese dell’immigrazione Eric Besson per sollecitare un intervento e un’assunzione di responsabilità. Il documento, inviato il 16 febbraio 2010, porta la firma del coordinamento per il diritto di asilo (Cfda) che raggruppa una ventina di associazioni al lavoro con gli immigrati. “Da diverse settimane – si legge nella lettera – le forze di polizia si rendono colpevoli di attacchi seri e gravi alla dignità e all’integrità dei migranti”. I volontari raccontano di agenti che, di giorno e di notte, impediscono alle persone, tra cui molti minori, di dormire, spostandole da dove cercano rifugio, strappando loro i sacchi a pelo ed esponendole ai rigori del freddo. Le forze di polizia intralcerebbero poi il lavoro delle associazioni, confiscando i kit di sopravvivenza distribuiti agli immigrati. Una situazione esplosiva, quella sulla costa settentrionale della Francia, già denunciata anche dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR): in particolare a Calais, i migranti si radunano per tentare la traversata verso la Gran Bretagna. “Signor Ministro – denuncia infine la lettera – conoscete la situazione, avete voi stesso dato istruzioni precise alla polizia. Siete voi i responsabili del dramma umano quotidiano che ne deriva. Nessuno tra le autorità amministrative può ormai ignorarlo”. 

di CS

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