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Europa
Le ripercussioni della crisi economica del Paese, e una campagna elettorale incentrata sulla politica dell’immigrazione del governo spagnolo, mettono in seria difficoltà gli immigrati
Economia e politica. La crisi e le elezioni amministrative che si terranno il prossimo autunno in Catalogna. Due elementi che sembrano intrecciarsi e diventare temi portanti per la Spagna. Il Paese sta vivendo un periodo di estrema difficoltà e la ripresa stenta a decollare, al punto che l’Unione Europea ha inserito il Paese tra i cosiddetti Pigs, acronimo di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna appunto. Il termine ha una connotazione decisamente dispregiativa e sottolinea il pessimo andamento delle economie di questi Stati.
di simona volta
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Su Facebook la voce si diffonde rapida e veloce. Anche in Spagna, come in Francia e in Italia, il primo di marzo, sarà “Un día sin nosotros”, versione iberica della “24 heures sans nous”. Gli immigrati e i figli di immigrati sono invitati ad astenersi dal proprio lavoro per un giorno di sciopero, per far capire al Paese intero quanto il loro lavoro sia importante e il rischio che corre l’economia locale senza l’apporto dei migranti. Nelle principali città, a Madrid come a Barcellona, sono previste manifestazioni, ma è difficile sapere quante persone scenderanno in piazza. Anche i sindacati non danno cifre: l’adesione all’iniziativa è soltanto in rete ed è impossibile fornire dati, anche perché chi non ha un impiego regolare non potrà di certo assentarsi dal posto di lavoro. Chi sosterrà l’iniziativa, recandosi invece al lavoro, è invitato a indossare un nastro giallo, il colore della manifestazione. La data è stata scelta in ricordo del primo maggio 2006, quando negli Stati Uniti milioni di immigrati decisero di scioperare, chiedendo parità nelle condizioni lavorative, un trattamento più equo.