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Europa
Più supporto dalla Ue per l’inclusione dei rom a livello locale e una politica ad hoc per sostenere le amministrazioni comunali nei processi di integrazione. È quanto chiede alla Commissione europea il Comitato delle regioni, l’istituzione che riunisce i rappresentanti dei governi locali europei, con il parere presentato dall’italiano Alvaro Ancisi (consigliere comunale a Ravenna e vicepresidente dell’Anci) ed approvato all’unanimità in plenaria a Bruxelles il 1° dicembre. L’esperienza della città romagnola in materia di accoglienza, realizzata attraverso una rete di servizi per l’inclusione dedicata ai migranti stranieri, ha costituito lo spunto di partenza per la definizione del documento che chiede politiche integrate.
La strategia europea in materia di popolazioni rom è ancora esitante: verso quale direzione è necessario dirigerla per supportare al meglio lo sforzo compiuto dalle singole amministrazioni locali?
Gli strumenti e le politiche adottate a livello UE per favorire l’inclusione dei Rom sono appropriati, ma esiste un divario a livello nazionale, regionale e locale, dovuto sia alla mancanza di forti partnership e meccanismi di coordinamento, che all’assenza a livello locale di strumenti idonei a modificare le concrete condizioni di vita dei rom. Da una parte, sono necessarie iniziative urgenti di adozione da parte degli Stati membri di atti normativi che rendano efficace ed applicabile la legislazione europea contro le discriminazioni e dall’altra bisogna avviare i processi di lunga durata fondati sulle politiche degli enti locali e regionali in materia di antidiscriminazione, coinvolgimento della società civile, partecipazione attiva dei rom ed approccio interculturale.
Non c’è dubbio che il coinvolgimento delle comunità rom nella definizione delle strategie di accoglienza locale sia un aspetto decisivo per il loro successo, ma spesso tale aspetto viene ritenuto marginale. A suo avviso, in che modo è possibile realizzare questo cambio di prospettiva?
In effetti, un ostacolo all’utilizzo dei fondi europei è rappresentato dallo scarso coinvolgimento nella progettazione delle comunità rom, anche perché non sempre auto-organizzate e capaci di agire come soggetti attivi della società civile. Occorre che la Commissione europea e gli Stati membri, in cooperazione con gli enti locali, promuovano maggiormente, sulla base di azioni concordate, le opportunità offerte dalle politiche e dai programmi di finanziamento europei per l'integrazione sociale della minoranza Rom e, in modo speciale, le misure concrete rivolte ai rom nomadi.
Qual è la situazione dei rom nella sua regione, l'Emilia Romagna, e in particolare, alla luce delle esperienze compiute, nella sua città?
In Emilia-Romagna sono presenti 54 campi di sosta, due campi di transito e due centri di accoglienza, in cui vivono complessivamente 1.982 persone. Nella mia città, il livello di integrazione dei nomadi è buono. C’è infatti una presenza di famiglie sinti residenti da molti decenni le cui ultime generazioni sono ben integrate ed hanno seguito percorsi di scolarizzazione, formazione e inserimento nel mercato del lavoro, come realizzato anche per le famiglie rom giunte a Ravenna come rifugiati ai tempi delle guerre balcaniche della Bosnia e del Kosovo. In generale, il Comune dispone di un’ampia rete di servizi per l’inclusione, con le modalità che ho sottolineato nel parere del Comitato delle Regioni: ovvero che le politiche pubbliche devono avere come target esplicito, ma non esclusivo, la popolazione rom, e gli interventi devono essere inseriti nelle più ampie politiche volte a contrastare l’esclusione sociale e la povertà.
di Simone D'Antonio (16 dicembre 2010)
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Favorire la partecipazione dei rom in Italia e in Europa è l’obiettivo del progetto “+ Respect”, coordinato da Cittalia, il centro studi dell’Anci, con la partecipazione di dieci partner europei. Associazioni del settore, Ong e autorità locali collaborano per l’identificazione e la diffusione di buone prassi sulla lotta alla discriminazione ai rom, partendo dalle sfide che le amministrazioni locali affrontano ogni giorno per l’inclusione di questa minoranza. Favorire la definizione di politiche locali rivolte ai rom nell’ambito di strategie più ampie di integrazione e migliorare la consapevolezza rispetto alle problematiche vissute dalle popolazioni rom attraverso specifiche campagne di comunicazione sono gli obiettivi dell’iniziativa, che comprende attività di formazione rivolte ad operatori del settore, giornalisti e amministratori locali. Il progetto, cofinanziato dalla DG Giustizia della Commissione europea, svolgerà fino a luglio 2011 anche azioni di sensibilizzazione rivolte alle comunità rom italiane ed europee, per favorire una migliore conoscenza dei diritti di cittadinanza nei diversi paesi membri.
Link: http://www.morespect.eu