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Tagliare l’immigrazione per tenere sotto controllo la crescita demografica. Questa la ricetta suggerita da Nicholas Soames, ex ministro conservatore, durante un dibattito al parlamento britannico. Secondo l’esponente politico, a causa della crescita dei flussi migratori e della fertilità delle nuove famiglie, la popolazione del Regno Unito potrebbe arrivare nel 2030 a superare i 70 milioni di persone, come ipotizzato anche dagli istituti di ricerca. Per scongiurare il rischio, sarebbe dunque necessario ridurre di tre quarti l’ingresso degli immigrati nel Paese. Il tema infiamma il dibattito politico in vista delle elezioni di primavera. Ad appoggiare la proposta il leader dei conservatori David Cameron: “Due milioni di immigrati in 10 anni – dice – sono davvero troppi”. La Gran Bretagna, dunque, non sarebbe più in grado di accogliere ogni anno 200 mila migranti e gli ingressi andrebbero limitati a 40 mila l’anno. Un giro di vite sull’immigrazione è comunque, da tempo, scattato nel Regno Unito: già a novembre il premier Gordon Brown aveva annunciato che sarebbero stati concessi meno permessi e che sarebbero state moltiplicate le espulsioni. Ad accelerare in questo senso la politica laburista soprattutto la crisi economica che ha provocato due milioni e mezzo di disoccupati: è a questo esercito di lavoratori britannici e alle loro tutele che guarda soprattutto il governo inglese.
di CS
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