
Sarà quel che sarà ma senz’altro è una cosa necessaria. Parliamo dello sciopero degli immigrati che forse sarebbe meglio chiamare sciopero per gli immigrati. Prima di tutto una giornata di sensibilizzazione per far emergere l’importanza e la ricchezza del contributo straniero alla ‘causa italiana’. Una richezza che è soprattutto umana e culturale e solo in seguito economica. Anche l’ottica utilitaristica usata spesso per difendere gli immigrati nasconde in realta un approccio razzista. Un modo per dire “ci servono, quindi, teniamoceli”. Che gli stranieri siano non solo utili ma anche necessari all’economia italiana e al sistema previdenziale lo dimostrano tutte le analisi piu accreditate. Tant’è che - studi alla mano – danno più di quanto ricevono. Eppure andrebbero valutati anche per altri aspetti, quello umano appunto e culturale. Un campo dove gli immigrati potrebbero davvero insegnarci qualcosa e quello delle relazioni umane. Chi di noi avrebbe la pazienza e la sensibilità di passare tutta la giornata accanto a degli anziani non autosufficienti o di occuparsi senza sosta di bambini magari con problemi seri? Molti di noi ne hanno perso la capacità. Gli infermieri peruviani, le badanti ucraine, le baby sitter filippine, solo per fare un esempio, sembrano invece perfettamente a loro agio anche di fronte alle incombenze più noiose. Arrivano da Paesi in cui stare accanto a chi ha bisogno fa parte del vivere quotidiano. E' una cosa assolutamente normale.
Per tutti questi motivi è bene dare un segnale e mettere sotto una luce nuova il vasto e variegato mondo dell’immigrazione. Sono stati mesi terribili questi per chi crede nel rispetto di diritti acquisiti con la nascita e non con la nazionalità. La nostra Costituzione, testo di rara lungimiranza, è stata gettata alle ortiche. L’idea di Mixa è nata in tempi non sospetti eppure, già ad aprile del 2008, sentivamo l’esigenza di un giornale come il nostro. Figuriamoci adesso.
Ben vengano dunque iniziative come quella dello sciopero che hanno senz’altro il merito di proporre un’alternativa al razzismo, alla xenofobia e all’ignoranza. Perché gli assassini e gli stupratori vanno puniti perché assassini e stupratori e non perché africani o slavi.
Pochi tra gli immigrati potranno permettersi il ‘lusso’ di non andare al lavoro e molti non hanno ancora preso coscienza della necessità di reagire. Poco importa. Lo faremo noi in una giornata di festa in cui i dibattiti e i presidi si alterneranno alla musica e alle danze. Perché se proprio non riusciamo a fare i seri su certe questioni almeno proviamo a divertirci.
di Ginevra Battistini