
Le proposte concrete le più interessanti perché quelle su cui è possibile già dare battaglia. È facilissimo. Ce lo ha ricordato e spiegato Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. In un caso, tutto già scritto e depositato in Parlamento, nell’altro si tratta solo di una banale legge di ratifica di una convenzione europea del 1992. (Vedi articolo) Che ci vorrà mai? Tanta, tanta pressione dell’opinione pubblica e dei media.
Non siamo esattamente il “Corriere della Sera” in termini di diffusione, ma da parte nostra ce la metteremo tutta! A questi obiettivi, giustamente individuati nella piattaforma del Comitato Primo Marzo, noi di Mixa ne aggiungiamo senz’altro due: il rispetto dei tempi di consegna dei documenti e il passaggio almeno del rinnovo del permesso di soggiorno dalle Questure ai Comuni. Irregolare a chi? Questo il titolo di una futura storia di copertina. Si parla sempre dei clandestini, degli irregolari ma lo Stato italiano, che tanto condanna, come si chiama quando rilascia i documenti dopo 6 o 10 mesi nonostante una sua legge indichi 20 giorni al massimo di tempo?
E veniamo alla Francia e all’esempio dei sans papier. La loro mobilitazione, che dura da mesi e mesi, inizia a dare i primi frutti. Il governo di Sarkozy riconosce i propri errori e la giuste rivendicazioni degli irregolari che ora, grazie al lavoro, hanno buone speranze di poter sanare la loro posizione. I francesi sembrano stare soprattutto dalla loro parte, più che mai i datori di lavoro. Niente complessi di inferiorità per i cugini d’Oltralpe.
Ci arriveremo anche noi. Si sa, loro sono più abituati a scendere in piazza e sui diritti ne hanno fatto una Rivoluzione qualche secolo fa! D’altra parte hanno anche una storia di immigrazione molto più lunga e consolidata della nostra.
Pian pianino però, passo dopo passo, vuoi vedere che ce la faremo anche noi!
di Ginevra Battistini