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Foto di Ginevra Battistini
Coraggioso e lungimirante, se fosse, anche impopolare. Questo chiediamo al piano integrazione, per ora battezzato contratto di integrazione, che il ministero dell'Interno e del Welfare stanno mettendo a punto ormai da mesi. Poco trapela sui contenuti, bocche serrate sui tempi ma ancora tanti annunci su quello che verrà.

Ha iniziato Sacconi, gli sta dietro Maroni che proprio in questi giorni a Milano è tornato sull'argomento. Benissimo. Prendiamoci tempo. La materia è complessa e delicatissima. Niente provvedimenti sporadici e dettati dalla pancia, sull'onda, per esempio, di fatti di cronaca. Per carità. Dio ce ne scampi. Usiamo la testa e allontaniamo l'incubo dell'assedio immigrato.

 

Partiamo dalla parola contratto che ha in sé il concetto - fondamentale per noi di Mixa - di diritti e doveri. Ecco, è qui che chiediamo di ritrovare un sano e dignitoso equilibrio. No ai diritti solo per gli italiani e ai doveri solo per gli stranieri. Condividiamo tutto. La società multietnica c'è già e non da ieri, da anni. E sempre di più lo sarà. Il mondo si mescolerà. È inevitabile. Così si crea la rigenerazione. Quando le cose stanno ferme, invecchiano e muoiono. L'importante è sapere governare il fenomeno.

 

Noi di Mixa siamo in movimento ormai da due anni. Dal 28 di gennaio siamo diventati ipercinetici, viaggiamo a ritmi da competizione. Ora ci fermiamo per una settimana perché il 27 - boom - c'è il botto. Usciamo con la free press. 30 mila copie davanti alla principali fermate della metropolitana di Milano con diversi punti fissi dove sarà possibile recuperare il giornale per tutto il mese. Siamo pieni di entusiasmo e il lavoro, e la sfida, ci appassionano sempre di più. Ieri l'on line, fra poco la stampa e domani chissà. Tenetevi forte. Ne vedrete delle belle!

di Ginevra Battistini