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Foto di Ginevra Battistini
Robb de matt verrebbe da dire per accontentare le "spinte modernizzatrici" della Lega che propone il dialetto come panacea dell'orda linguistica del mondo immigrato. Insegne in italiano ed esame per tutti coloro che vogliono aprire un'attività commerciale. Meglio ancora sarebbe - propone il Carroccio - se a campeggiare fuori dai negozi fossero cartelli in lingua locale (lombardo, toscano, veneto, ecc.). L'emendamento alla fine è stato bocciato ma dà il polso, e la conferma, della direzione impressa alla politica nazionale dalla Lega che, forte dei risultati elettorali, su certi temi la fa da padrone.

Intanto ancora bocche cucite a proposito del piano integrazione del ministero dell'Interno e del Comune di Milano. Risposte vaghe dagli uffici stampa che a volte sembrano brancolare nel buio. I nostri lettori sono molto più concreti e chiedono tempi brevi e certi per il permesso di soggiorno, la possibilità di votare se lavorano e pagano le tasse, l'insegnante di sostegno per i figli che non sanno l'italiano.

 

In questo numero abbiamo storie molto forti e su cui chiediamo l'attenzione dell'opinione pubblica. La prima è quella di un ragazzo rumeno di 22 anni, Catalin Cimpeanu, che nei giorni scorsi si è stato arrestato a Roma ed espulso perché considerato cittadino indesiderato. A nulla è valso dimostrare che i precedenti reati, commessi da minorenne, sono stati estinti dalla messa alla prova e che per l'ultimo è già stato risarcito il danno. Nonostante un ottimo lavoro come programmatore informatico, un reinserimento di successo portato avanti dai servizi sociali, Catalin dovrà lasciare l'Italia e chissà mai se potrà rimetterci piede.

 

Conclusa o quasi, invece e per fortuna, la vicenda di Moussa Diop, cittadino senegalese fermato in modo brusco davanti al figlio e ai suoi compagni di scuola per una presunta violazione del codice stradale. Prive di fondamento le accuse rivolte a Moussa dai vigili - secondo la sentenza del giudice - che ha assolto con formula piena il malcapitato. Resta però da chiarire la posizione degli agenti municipali che di certo non fanno una bella figura. Ancora scossi restano invece i tre fratelli italo - haitiani, François, Jean Paul e Josef, allontanati da un disco bar del Bresciano per il colore della loro pelle.

 

Segnali di speranza arrivano - grazie al cielo - dal Primo Congresso Nazionale del Comitato degli Immigrati, tenutosi a Roma il 24 e 25 aprile. 34 i delegati stranieri nominati per portare avanti la piattaforma politica approvata in questi due giorni. L'intenzione e l'impegno è quello di porsi come interlocutori delle istituzione e farsi portavoce del punto di vista degli immigrati sui temi caldi dell'agenda politica nazionale (casa, lavoro, sanità, istruzione, ecc.). A tutti loro, in bocca al lupo da Mixa!

di Ginevra Battistini