
L'Italia, affossata dalla cronica mancanza di investimenti in ricerca e innovazione, costringe molti laureati e diplomati a lavori poco qualificati. Se questo vale per gli italiani, è soprattutto vero per gli immigrati, nel nostro Paese più che altrove. L'intraprendenza e la tenacia di chi emigra però porta a risultati straordinari. E oggi la mobilità sociale inizia a farsi sentire anche fra gli stranieri provenienti dai continenti poveri. Emblematico è il caso di Liliana Ocmin, segretaria confederale della Cisl, con delega alle donne e agli immigrati. Peruviana di 37 anni, marito italiano e due figli, nell'intervista a Mixa la Ocmin racconta non solo la sua storia ma le responsabilità del sindacato, del sistema economico e politico italiano, degli abitanti del Bel Paese e degli stessi stranieri. A testa alta e senza farsi scrupoli, la sindacalista ne ha per tutti e non risparmia l'autocritica. Facciamo nostre le sue proposte per migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli immigrati in Italia e a tutti gli scontenti intraprendenti, di qualsiasi nazionalità, facciamo i nostri migliori auguri.
Buon lavoro a tutti!
di Ginevra Battistini