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Stranieri protagonisti, ma con un reddito basso

Un contributo al Pil italiano dell’11%; circa due miliardi di euro di gettito fiscale che ogni anno finiscono nella casse dello Stato; 7,5 miliardi all’anno come contributi previdenziali all’Inps. È questa la fotografia del “peso” degli immigrati sull’economia italiana, scattata dal dossier statistico immigrazione 2010 Caritas Migrantes, presentato la settimana scorsa. Una fotografia che descrive il ruolo sempre più importante degli stranieri nel nostro Paese e che contraddice una volta per tutte il luogo comune secondo cui ci “ruberebbero” posti di lavoro, assistenza sanitaria e, in generale, risorse. 



Le entrate assicurate alle casse pubbliche dagli immigrati ammontano ogni anno a quasi 11 miliardi di euro (10,827 miliardi), tra contributi fiscali e previdenziali; mentre le spese per servizi a loro destinati non raggiungono i 10 miliardi: 2,8 miliardi per sanità (2,4 per i regolari, 400 milioni per gli irregolari); 2,8 miliardi per scuola, 450 milioni per servizi sociali comunali, 400 milioni per le politiche abitative, 2 miliardi dal ministero della Giustizia (tribunale e carcere), 500 milioni dal ministero dell’Interno (Cie e Cda), 400 milioni per prestazioni familiari e 600 milioni per pensioni a carico dell’Inps.
 

Secondo un’analisi condotta dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre sui dati del ministero delle Finanze (riferiti al 2008) i contribuenti nati all’estero (non di nazionalità straniera) sono 3 milioni e 242 mila, il 7,8% dei contribuenti totali in Italia. Nel complesso dichiarano redditi per 40 miliardi e 432 milioni di euro, il 5,2% dei redditi complessivi. Tanto il numero di contribuenti che i redditi dichiarati risultano concentrati nelle aree settentrionali, con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che da soli raccolgono il 41,4% dei contribuenti nati all’estero e il 46,3% dei redditi dichiarati. 


Se andiamo a guardare il reddito medio di un immigrato, però, la differenza rispetto a un italiano è notevole: 12.639 contro 19.394 euro. Uno straniero guadagna in media 6.755 euro all’anno in meno di un italiano


Un reddito che si differenzia molto da una regione all’altra: molto più elevato nelle aree del Nord rispetto a quelle del Sud. Uno straniero in Lombardia può contare su un reddito medio annuo di 15.307 euro, in Calabria solo di 8.262 euro (sono i due estremi). Al di là delle medie, se si guarda la distribuzione dei redditi, risulta che tra gli stranieri sono molti di più coloro che guadagnano poco. Prendiamo come soglia 10mila euro di reddito annuo: metà degli stranieri (il 50,5%) dichiarano di guadagnare una cifra inferiore, contro il 33,1% degli italiani.


Esiste una notevole differenza di reddito tra uomini e donne, tra gli immigrati nel nostro Paese, ma molto inferiore a quella riscontrata tra gli italiani
. Se in media tra gli immigrati un uomo dichiara un reddito annuo di 14.336 euro, quello di una donna è pari a 10.189 euro. Ma uno straniero dichiara 9.122 euro in più di un italiano, una differenza che scende a 4.173 euro tra una donna straniera e una italiana (che naturalmente guadagna di più). Quindi, se è vero che i maschi stranieri guadagnano di più delle donne, è altrettanto vero che le diseguaglianze tra uomini e donne nati in Italia è più evidente.
 

Si tratta prevalentemente di redditi da lavoro dipendente (87,9%) e in parte da fabbricati e terreni (19,3% con un redito medio di 1.245 euro). Marginali i redditi da impresa (5,1%) e ancor più da lavoro autonomo (1,1%). Dal 2005 al 2008 i contribuenti stranieri sono aumentati del 32%, più o meno quanto i redditi dichiarati (32,8%).


Guardando poi la nazionalità  dei contribuenti, la maggior parte arriva dalla Romania
: in questo Paese è nato il 17,6% di tutti i contribuenti stranieri, seguiti dall’Albania (7,2%) e dal Marocco (6,8%). Ma se i primi dichiarano mediamente 8.761 euro all’anno, per i secondi si tratta di 11.828 euro e per i terzi di 10.915 euro.



di Elisabetta Tramonto (4 novembre 2010)


di Valeria Benvenuti
Ricercatrice della Fondazione Moressa

 

 

“Dai dati del ministero delle Finanze i redditi degli immigrati risultano molto più bassi di quelli degli italiani, ma nella realtà lo sono anche di più. Perché nella statistica non rientrano i lavoratori alle dipendenze di privati - come colf, badanti o giardinieri – che guadagnano meno di 8mila euro l’anno. Rientrano in una no tax area, cioè non sono tenuti (né i loro datori di lavoro) a dichiarare i propri guadagni. È facile dedurre che, se venissero considerati, il reddito medio degli stranieri scenderebbe ben al di sotto di 12 mila euro”. Commenta così i dati della ricerca della Fondazione Moressa Valeria Benvenuti, una delle ricercatrici che l’ha realizzata.


Ma come si può spiegare una tale differenza di reddito medio tra italiani e stranieri?

“Certamente la prima ragione riguarda le mansioni che svolgono gli immigrati in Italia: con un profilo professionale (e quindi anche uno stipendio) più basso degli italiani (e inferiore alle competenze del lavoratore straniero). Ma c’è anche un altro motivo: mentre gli italiani mediamente dichiarano due voci di reddito - oltre a quello da lavoro anche da immobili, da rendita finanziaria - gli stranieri basano le loro entrate su una sola voce o poco più. In questo periodo di crisi, quindi, se uno straniero perde il lavoro non ha altre fonti di guadagno. E non può fare affidamento neanche sui redditi familiari. Un italiano che resta disoccupato è probabile che venga aiutato dalla famiglia, uno straniero no.


La differenza di reddito tra stranieri e italiani è molto più marcata tra gli uomini che tra le donne. Perché?

Innanzitutto perché esiste una forte differenza di reddito tra uomini e donne italiani. Gli uomini possono ambire a posizioni molto più redditizie, a cui invece accede una percentuale bassissima di lavoratrici. Tra gli stranieri la differenza di genere nel mondo del lavoro e nelle retribuzioni è molto meno marcata. Ma c’è anche una differenza di ore lavorative. Le donne italiane spesso chiedono orari di lavoro ridotti, per seguire i figli, e quindi hanno uno stipendio proporzionato. Le straniere, invece, lavorano mediamente più ore delle italiane. Basta pensare ai servizi alla persona, una delle mansioni principali delle donne straniere in Italia. Un lavoro le cui ore lavorative sono molte.