Lo spritz come occasione di incontro tra culture diverse. Succederà proprio a Venezia, patria del noto e sempre più diffuso aperitivo, tra marzo e maggio grazie all’iniziativa “Spritz in black”, una rassegna di seminari e aperitivi interculturali tra la città lagunare e l’Africa organizzata dall’associazione Djembe. Per i veneziani tre diverse occasioni per entrare in contatto con la cultura e l’arte “meticcia”, per scoprire le nuove tendenze artistiche e culturali nate tra Africa ed Europa. Sì perché, durante questi appuntamenti, ci si potrà cimentare con il teatro, la danza e la musica. Il rosso dello spritz e il black dell’Africa.
A dare il via agli eventi l’arrivo di Dani Kouyate, regista originario del Burkina Faso, ma attivo praticamente in tutta Europa. Figlio di Sotigui Kouyate, attore di punta della compagnia teatrale di Peter Brooke, attraverso il suo lavoro al cinema e in teatro cerca di perpetuare l’eredità dei suoi avi in entrambi i continenti. Artisti protagonisti in ogni appuntamento che durerà tre giorni: il venerdì sarà dedicato a una conferenza, a un cineforum e a una festa, tutti eventi seguiti dal più veneziano degli aperitivi. Poi, il sabato e la domenica, la possibilità di partecipare ai laboratori di approfondimento di teatro interculturale, danza contemporanea e canto.
Dopo Kouyate, in aprile sarà la volta di Vincent Mantsoe, danzatore e coreografo sudafricano, creatore della “fusion dance”, mentre a maggio toccherà ad Anita Daulne, cantante congo-belga, fondatrice del gruppo Zam Mama e creatrice dell’afropean, nuovo genere nato dalla contaminazione del canto moderno e dei tradizionali canti delle tribù africane. Non solo artisti, dunque, ma anche testimoni del nascente movimento “afroeuropeo”.
“Abbiamo individuato l’arte – spiega Alberto Cuomo, presidente dell’associazione Djembe – come forma di comunicazione condivisa, come linguaggio neutro in cui tutti si possono ritrovare. Abbiamo invitato artisti che sono innanzitutto ricercatori di nuovi linguaggi espressivi. Non portano solo la loro cultura africana: vivere in Europa li ha spinti a mixare la loro arte”. Il tutto condito da uno spritz, irrinunciabile a Venezia per molti giovani. “Spritz che è momento ludico e luogo di aggregazione – continua Cuomo – ma “in black” per dare un taglio, miscelarlo con il nero dell’Africa”. Rendendo così ancora più gustoso l’aperitivo.
Incontri, poi, che spianano la strada alla quinta edizione dell’Afropean Meeting Festival che si svolgerà nella zona di Rovigo dal primo al 6 giugno. Workshop, conferenze, tavole rotonde, spettacoli per creare una piattaforma di dialogo tra artisti europei e africani, per conoscere linguaggi espressivi rivoluzionari, per promuovere valori come la pace, la convivenza, il rispetto della diversità. Tutti obiettivi che si pone anche lo “Spritz in black”: spritz e arte, insomma, come linguaggi simbolici, ponti di comunicazione tra culture.
Per qualsiasi informazione si può contattare l’associazione culturale Djembe al numero 348.2590459, cliccare sui siti www.spritzinblack.com o www.djembe.it Interverranno: il 19 – 20 – 21 marzo Dani Kouyate, il 16 – 17 – 18 aprile Vincent Mantsoe, il 7 – 8 – 9 maggio Anita Daulne.
di Chiara Semenzato

Amatissimo dai veneziani e dagli abitanti di tutto il Nord Est, lo spritz è l’aperitivo più diffuso in questa zona d’Italia. E non solo, perché da tempo ormai ha varcato i confini della regione per approdare sui banconi di buona parte della penisola. Difficile spiegare nei particolari la ricetta, custodita gelosamente nei bàcari, le tipiche osterie veneziane, tramandata di padre in figlio, costantemente reinventata dalle massaie.
Qualche regola di base però c’è: 40% di vino bianco, 30% di acqua minerale gassata o selz, e poi prodotti alcolici secondo il gusto, ma tendenti inevitabilmente al rosso, colore tipico di questo cocktail. Il tutto condito da una scorzetta di limone o, come nella terraferma veneziana e in Friuli, da un’oliva o uno spicchio di arancia. Altre varianti parlano di un terzo di vino bianco, un terzo di acqua minerale e un terzo di altre bevande alcoliche. Variabile la gradazione: dagli 8 gradi in su, la media si aggira sui 15.
Pur non essendo note le origini di questo aperitivo, le teorie più diffuse lo vogliono introdotto durante la dominazione asburgica. Il nome deriverebbe dal verbo tedesco “spritzen” che significa “spruzzare”. Lo avrebbero inventato i soldati austriaci che, poco avvezzi ai vini veneti e alla loro gradazione alcolica, chiedevano nelle osterie di allungare il vino con l’acqua. Non si sa, invece, chi poi si sia inventato le successive e infinite varianti alcoliche.
Irrinunciabili i cichetti che accompagnano lo spritz, stuzzichini di vario tipo, molto legati alla tradizione culinaria veneziana: panini mignon con salumi o formaggi, uova sode con acciughe, soppressa o moscardini con la polenta, verdure e chele di granchio fritte, polpette di granchio o di carne, baccalà mantecato e le tipiche sarde in saor. Due euro, due euro e mezzo il costo medio di uno spritz. Tra calli e campielli però si può gustare anche a meno.
Dopo la sentenza della Corte di Cassazione: "Gli stranieri irregolari vanno espulsi anche se hanno figli a scuola" spunta anche il decreto interpretativo. "Si considerano inutili e anche un po' dannose tutte le parole successive a 'espulsi'. La sentenza, quindi, va così letta: "Gli stranieri irregolari vanno espulsi. Punto"

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA FINI SOSTIENE CHE IL TEST DELLA COSTITUZIONE ANDREBBE FATTO AI PARLAMENTARI CHE LO HANNO PROPOSTO PER CONCEDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO. SECONDO LUI MOLTI NON LO PASSEREBBERO. COSA NE PENSI?
Gabri 86 - Basta vedere le "iene" per sapere che i parlamentari sono gli ultimi a sapere che cosa c'è scritto nella Costituzione. Come diceva Totò: "Ma mi facciano il piacere...".
Abba - Bravo Fini! Interrogali tu i tuoi colleghi e vediamo che figura ci fanno. Se non rispondono correttamente, tutti espulsi e si scordassero la cittadinanza.
Desy 69 - È una buona proposta ma attenzione che si rischia tutti di essere bocciati. Alcuni amici mi dicono che in Italia una volta nelle scuole si insegnava educazione civica. Questa materia andrebbe inserita di nuovo visti i gap di troppo italiani.
Per la prossima settimana:
SI AVVICINANO LE ELEZIONI REGIONALI DI FINE MARZO. I VARI PARTITI PRESENTANO ALCUNE PROPOSTE SUI TEMI DELL' IMMIGRAZIONE E DELL'INTEGRAZIONE. TU CHE COSA VORRESTI TROVARE NEI LORO PROGRAMMI E CHE COSA NON VORRESTI MAI LEGGERE?
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