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Suoni stranieri a Milano

Non poteva che nascere in via Padova l'orchestra multietnica più impegnata di Milano. Spazio mentale di contaminazioni culturali più che luogo fisico dove esercitare il proprio talento. Una sede, infatti, il gruppo non ce l'ha (le prove si fanno in una palazzina dell'Anpi di Crescenzago da qualche tempo sotto sfratto). Massimo Latronico, direttore e fondatore dell'ensamble, è partito da questa lunga arteria metropolitana, frequentata da quand'era ragazzino, per immaginare un orchestra composta di musicisti di nazionalità diverse. "Via Padova è sempre stato un punto ricorrente della mia vita. Negli anni '80 ci venivo per prendere lezioni di musica dal mio maestro, ora ci vivo con mia moglie e mia figlia. Ho visto quindi le varie fasi della sua storia recente, dall'immigrazione interna a quella straniera". Il suo lavoro, la curiosità verso le commistioni artistiche e l'esperienza dell'orchestra di piazza Vittorio, a Roma, hanno fatto il resto. "All'inizio eravamo in 12. Ora siamo 16 membri, tutti professionisti, che arrivano dall'Italia, dall'Ucraina, dal Marocco, dal Burkina Faso, da Cuba e altro ancora. Alcuni però, pur essendo magari laureati in ingegneria, sono obbligati a fare i lavapiatti per mantenersi. Abbiamo iniziato a suonare insieme nel 2006. Oggi facciamo circa 30 concerti all'anno e guadagniamo dagli ingressi". Purtroppo i soldi mancano e la ricerca di una sede si fa difficile a queste condizioni. Le amministrazioni locali, Comune in testa, non li sostengono come non sostengono il grosso delle associazioni di via Padova impegnate nel quartiere (vedi News Milano). Massimo sospira quando pensa ai colleghi dell'orchestra di Roma "Loro hanno avuto a che fare con amministratori intelligenti, che hanno favorito l'iniziativa. Li invidio per questo. Noi abbiamo cercato di trovare un accordo con il Comune ma non abbiamo mai avuto risposta". Ciononostante si va avanti magari adattando la produzione e i concerti alle richieste dei committenti "I gruppi grandi sono troppo costosi, così ci chiedono piccole performance con pochi strumenti".


Chissà all'inizio che che cosa deve essere stato mettere insieme gli archi dell'est europa, le percussioni africane, i fiati latinoamericani? "Difficilissimo in effetti. Mi sono anche detto: ma chi me la fatto fare?! in principio era il caos. La difficoltà più grande era percepire un tempo unico, trovare un ritmo che andasse bene a tutti. Ognuno dava la sua impronta. Poi abbiamo cominciato a tagliare. È stato un lavoro di potatura molto interessante. Tutti noi abbiamo dovuto metterci in gioco e rinunciare ad alcune delle nostre convinzioni filologiche. Solo così si poteva arrivare a una sintesi. La nostra è una musica trasversale, non è araba o afrocubana, è una mescolanza armonica di diverse culture".  Un tentativo di integrazione musicale, insomma, da prendere come spunto per tanti altri contesti. 
 

L'orchestra di via Padova si esibirà domenica 28 febbraio al parco Trotter di Milano per sostenere lo sciopero del primo marzo. Ore 21. Ingresso libero.

di Ginevra Battistini

Box: La musica Mixa di via Padova

Tra gli ultimi lavori del gruppo, c'è la registrazione di 'Allayali', cd di musica araba, curata dal marocchino Aziz Riahi. "Il nome significa 'notti' in arabo. Nella nostra cultura è quello il momento dedicato alla musica, quando si alleviano le fatiche della giornata e del lavoro. La notte ti regala una gioia che il giorno non ti può dare. I brani ruotano tutti intorno al laud, il liuto arabo, il cuore della musica araba. Accanto ci sono il violino, il violoncello, la chitarra classica, i nostri tipici strumenti a percussione (il darbuoka e il rik). La musica è quella del repertorio classico della musica araba, soprattutto maghrebina, adattata però al gusto occidentale. Niente pezzi con i quarti di tono, per esempio, perché troppo pesanti e percepiti come armonie sbagliate.



Io sono la voce del gruppo e suono il laud. Sto anche pensando a dei brani miei. Li ho già composti ma devo ancora provarli". Il cd aspetta ora di essere mixato, dopodiché bisognerà trovare i soldi per pubblicarlo. In bocca al lupo allora!



Per info: www.orchestradiviapadova.it



Guarda il videoclip diretto da Claudia Cipriani sulla musica di via Padova

Silvio Berlusconi attacca la sinistra: vuole un'invasione di stranieri in Italia per ribaltare l'esito del voto. Il premier ribadisce anche la sua sussurrata immortalità, considerando che gli extracomunitari che arrivano oggi, per votare, devono o prendere la cittadinanza o essere nati in Italia e aver compiuto 18 anni. Nella migliore delle ipotesi il 2028, quando lui avrà 92 anni.

 

RAGAZZI NEL 45% DEI CASI XENOFOBI O PREVENUTI NEI CONFRONTI DEGLI IMMIGRATI. TU DA CHE PARTE STAI?


GIOVANNI - Il vero problema è che nessuno affronta il problema. Io non mi sento razzista, ma devo dire che a volte ho paura anche se nessuno mi fa niente.

 

ANNA - Rifiuto l'idea che quasi la metà dei miei coetanei sia razzista. Siamo la generazione abituata agli altri colori. Ma sentirsi sicuri nella propria città è fondamentale.

 

AHMED - Secondo me la percentuale di razzisti è più alta. Gli italiani sono quasi tutti razzisti, anche quelli che non lo ammettono mai.

 

MARCO - Beh a leggere bene i dati la situazione non è così catastrofica. Innanzitutto la metà dei giovani non è razzista. E poi anche all'interno dei razzisti ce ne sono molti che hanno semplicemente paura.

 

Per la prossima settimana:

 

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA FINI SOSTIENE CHE IL TEST DELLA COSTITUZIONE ANDREBBE FATTO AI PARLAMENTARI CHE LO HANNO PROPOSTO PER CONCEDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO. SECONDO LUI MOLTI NON LO PASSEREBBERO. COSA NE PENSI?

 

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