Cosa c'è di meglio che gustarsi un film insieme per fare una conoscenza mixa? Tre delle comunità straniere più numerose di Milano si presentano alla città d'adozione attraverso il loro cinema popolare.
Lo faranno per iniziativa del Milano Film Festival i cittadini di provenienza filippina, egiziana e peruviana domenica 19 settembre alla Grande Tenda di Parco Sempione: tre film di azione e grandi passioni ora nelle sale dei loro Paesi di origine. "Piacere Immigrato" ha per media partner Mixa, che lì presenterà il suo progetto editoriale. Ogni comunità sarà introdotta da un rappresentante, con eventi e sorprese per grandi e piccini. Si parte alle 12 del mattino con il nostro direttore Ginevra Battistini e la signora filippina Noemi Manalo. A seguire la proiezione di "Ang Panday", di Mac Alejandre (Filippine, 2010, 110') fantasy che prende spunto dalle omonime strisce e racconta delle avventure di Panday, che avrà la meglio su perfidi esseri sopranaturali grazie a una spada magica. Alle 14 circa subito dopo l'introduzione di Angela Roig Pinto sarà la volta di "Paraiso", di Hector Galvez (Peru, 2010, 87'), storia di riscatto di Joaquin e dei suoi quattro giovani amici nel Paraiso, quartiere di disadattati alla periferia di Lima. Infine, alle 16 circa dopo il discorso di Rasha El Nakoury, tocca a "Rassayel El Bahr" di Daoud Abdel Sayed (Egitto, 2010, 133') che affronta i cambiamenti di una città un tempo cosmopolita come Alessandria d'Egitto attraverso una storia d'amore. L'ingresso è gratuito.
Ma lo spazio dedicato dalla 15esima edizione del Mff all'immigrazione non finisce certo qui: l'Immigration Day, in collaborazione con NAGA (Terre di Mezzo è il media partner) giunto quest'anno alla sua terza edizione e animato per la prima volta unicamente da registi italiani, torna il 14 settembre, al Teatro Studio. Alle 11.30 sarà proiettato per le scuole superiori il documentario "Via Padova - Istruzioni per l'uso" di Giulia Ciniselli e Anna Bernasconi, (Italia, 2010, 45'), e replicato poi per tutti alle 20.30. Alle 15 ci sarà la proiezione di videodocumenti a cura di Gabriele Del Grande, fondatore di fortresseurope.blogspot.com, osservatorio sulle vittime dell'emigrazione. Alle 16 "Soltanto il mare", di Dagmawi Yimer (Italia, 2010, 48'), unisce l'esperienza di un etiope sbarcato a Lampedusa, un trapanese che a Lampedusa ha vissuto felicemente per anni e di un romano che Lampedusa non l'aveva vista nemmeno con il binocolo; alle 17.30 "Il sangue verde" di Andrea Segre (Italia, 2010, 56') sui "moti" di Rosarno. La giornata si chiude con un aperitivo sul sagrato offerto da Naga e il concerto dei NeMa PrObLeMa! Orkestar.
Il Milano Film Festival, organizzato come ogni anno da esterni, parte il 10 settembre e si chiude il 19. Porta il tema dell'immigrazione e della integrazione anche all'interno dello stesso concorso, con due corti: "La neige cache l'ombre des figuiers" del canadese Samer Najari e "Banduryst" dell'italiano Danilo Caputo. "è necessario fermare lo sguardo su quanto accade ogni giorno nel nostro Paese - spiega Alice Arecco, tra gli organizzatori del festival - soprattutto oggi e qui, in Italia, dove le politiche del governo e delle amministrazioni locali sembrano voler stimolare il razzismo. Quest'anno è il cinema ad arrivare dove i mezzi di informazione latitano".
di Michela Dell'Amico (9 settembre 2010)

Il programma del Mff ha in serbo moltissimo: dalla retrospettiva su Jim Jarmush, con le proiezioni della filmografia completa, compreso l'ultimo "The limits of control". Il concorso dei lungometraggi è poi vastissimo, ricordiamo "Armadillo", vincitore del Gran Premio alla Semaine da la Critique di Cannes, documentario danese di Janus Metz sulle truppe in Afghanistan. "Petit Bebe Jesus of Flandr", presente a Cannes, versione grottesca della parabola cristiana dei Magi. E poi "3 Backyards", premio per la regia al Sundance Film Festival 2010, quadro surreale del quartiere newyorkese di Long Island. Immancabile l'animazione, con la maratona di corti provenienti dalle scuole e dai festival più importanti, e poi un workshop per appassionati e professionisti. In collaborazione con MITO Settembre Musica, da non perdere "Crossing the Bridge", rassegna del giovane cinema turco contemporaneo; "Godless America", con corti, medi e lunghi indie e americani; "Planetaria", sezione dedicata ai documentari sull'ambiente e ancora inediti e proiezioni di mezzanotte. Maggiori info su www.milanofilmfestival.it o 02-72.33.34.46
Per il 42% dei delegati della Cgil l'immigrazione è "fonte di nuovi problemi sociali". Tra questi pare
ci sia anche il non volere il tesserino del sindacato.

I NUOVI ITALIANI TRA LE NOVITA' DELLA NAZIONALE AZZURRA DI CALCIO GUIDATA DA CESARE PRANDELLI SULL'ESEMPIO DELLA SORPRENDENTE GERMANIA. COSA NE PENSI?
MARCO - Il mondo è cambiato e spesso è lo sport il veicolo migliore con cui dirlo. Bene ha fatto Cesare Prandelli a portare in Nazionale Balotelli, anche se poi la sua prestazione è stata opaca.
LUIGI - Sono d'accordo senza esagerare. E' vero che la Germania ha fatto un'ottima figura. I giocatori sembravano tedeschi e basta. Ma bisogna anche vedere come è finita la Francia, con calciatori emigrati o figli di emigrati che non sono riusciti a fare gruppo.
AXEL - E' giusto che giochino i più bravi. Senza guardare colore della pelle o nazionalità di provenienza dei genitori. Sono molto d'accordo con la decisione di Cesare Prandelli.
MARTA - Sono d'accordo, però deve giocare per la Nazionale solo chi si sente italiano. Se questo concetto va bene per Mario Balotelli, lo stesso non si può dire per Amauri. E' diventato italiano, non perché lo sentisse, ma solo perché non lo hanno fatto giocare nel Brasile.
Per il prossimo numero:
QUESTO SARA' IL PRIMO ANNO SCOLASTICO CON IL TETTO DEL 30% PER LA PRESENZA DI BAMBINI STRANIERI. UN'OPPORTUNITA' PER L'APPRENDIMENTO O UNA NUOVA DIFFICOLTA' PER LE FAMIGLIE STRANIERE?
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