Per la prima volta il salone del mobile di Milano coinvolge viale Jenner, via Padova, Dergano e Paolo Sarpi: i luoghi della multietnicità, in genere tenuti in disparte per gli eventi della Milano da bere. E a pensarci bene, come abbiamo fatto a non pensarci prima? Il salone del mobile, con il suo fuori-salone, è un evento internazionale che parla prima di tutto di fusione e imbastardimento, di creatività: innovazione, si sa, che scaturisce dall'incontro con la diversità, con l'esperienza altrui.
La 'famigerata' via Padova ospita, nelle sue vicinanze, la galleria di Charles Kaisin, in via Assab 1, vetrina del designer belga dalle contaminazioni giapponesi che interpreta 'il movimento e il riciclaggio'. Dal 20 aprile al 14 maggio da martedì a venerdì dalle 15 alle 19 si può ancora vedere la mostra, una retrospettiva dei 10 anni di lavoro e di ricerca (1999-2009) di Charles Kaisin.
Si parla di "identità riconoscibile" e "socialità rara" al consorzio Dergano officina creativa, per motivare la scelta di portare il salone del mobile d’arte vicino viale Jenner. "Un successo" il circuito Fuorisalone che l’associazione D.O.C ha organizzato nel quartiere Dergano-Bovisa, a cura delle 10 officine associate, per esplorare il mondo animale e vegetale e il loro controverso rapporto con l’uomo. Principale sede espositiva ancora in essere, la MADE Production Company, in Via A. Carnevali 24.
Il design innovativo corteggia anche i negozianti cinesi di via Sarpi (GUARDA IL VIDEO), che ha ospitato giovani artisti e designer da tutto il mondo, ma anche semplicimente i bambini della sua scuola multietnica: tutti intenti a decorare le vetrine cinesi o italiane nel progetto messo insieme da Do-Knit-yourself e NABA, in collaborazione con l’Associazione ALES. "Un innovativo connubio tra la creatività italiana e l’imprenditoria della Chinatown milanese", spiegano, e per l’occasione sono state allestite 70 vetrine realizzate da studenti della Nuova Accademia di Belle arti (Trienni di Fashion Design, Design, Arti visive; Biennio di Design del Tessuto e dei Materiali e Master di Interior Design, coordinati da NABA in collaborazione con Parsons School di New York) e da esponenti del design milanese:
Alessandro Mendini, Alessandro Guerriero, Stefano Giovannoni, George Sowden, Paola Navone, Tim Power, Aldo Cibic, Dante Donegani e Giovanni Lauda, Andrea Branzi, Lapo Lani, il gruppo Recession Design e Viapiranesi, che propone il lancio di un profumo, creato per l’occasione. "Un profumo particolare, fatto di un mix olfattivo che mescola mandarino cinese e agrumi di Sicilia", ci racconta il suo creatore. Inoltre prenderanno parte al progetto Magda Sayed, fondatrice di Knitta-please, da Austin, Texas, un gruppo di 12 artisti del Museo della Permanente, alcune classi di Educazione Artistica dell’Istituto Comprensivo Panzeri-Giusti e la Scuola di Arazzo del Castello. La vittoria se l'è aggiundicata la storica bottega 'Colorificio Sarpi', con una vetrina decorata da mille maschere di carta.
Ancora, tra i luoghi non convenzionali di questo Fuori Salone, ci sono stati il Lambretto e la stecca di via Ventura, a Lambrate. L’ex fabbrica Gea, tra via Palmanova e via Padova. Laboratori e negozi, aperitivi e dj set e anche un party dedicato al quartiere Jenner-Dergano: perchè "Viale Jenner non è solo polemiche, petizioni e sospetti — spiega Licia Martelli, architetto di 'Ceramiche libere' del consorzio Doc —. Qui stanno arrivando i giovani, la zona rinasce".
di Michela Dell'Amico

Tra le esperienze uniche di fusione che vivono in via Sarpi, è da vedere l'appena nato Hub di via Sarpi 8, che non solo si posiziona tra un ristorante etnico e una macelleria cinese, ma proprio dalla sua
filosofia esalta la mescolanza: "The Hub è una rete internazionale di imprenditori sociali che dividono lo stesso spazio - ci racconta il suo staff -, per accedere a risorse, avere idee o lasciarsi ispirare dal lavoro di altri, individuare opportunità di mercato che li aiuteranno a cambiare Milano e il mondo". Quella dell'Hub - uno spazio messo a disposizione di imprenditori e artisti, liberi professionisti o di chiunque voglia una scrivania e una connessione internet - è un'idea nata a Londra e presente in mezzo mondo, arrivata per la prima volta in Italia, proprio in Paolo Sarpi. La sua vocazione è soprattutto ambientalista, e temi preferiti vanno da le Energie Rinnovabili al Design Sostenibile, Bioarchitettura, Educazione, Sostenibilità Ambientale, Mobilità Alternativa, Ricerca Scientifica, Media & Comunicazione Sociale, Diritti Umani, Sviluppo Internazionale. Entrando non si può non sorridere divertiti, non rimanere ammaliati dal canto di un carillon russo gigante o non provare a sedersi sulle poltrone d'erba, non si possono non notare le scrivanie di cartone o le porte fatte di un patchwork di legni d'avanzo o, ancora, i sondaggi fatti con i fagioli...com'è possibile? Non vi resta che provare! The Hub apre anche ai curiosi dalle 9 alle 22, tutti i giorni tranne la domenica.
A Spilimbergo, ridente comune nelle valli Pordenonensi, un ragazzo extracomunitario si è sentito dire che il suo caffé, mai come in questo caso nero-bollente, costava dieci centesimi in più causa "colore della pelle". Peccato che a dirglielo sia stato un cinese, gestore del bar. Il Calloccio è sbarcato anche a Pechino.

CORSO DI DIALETTO E STORIA LOCALE A BELLUNO PER GLI STRANIERI. LO HA DECISO LA LEGA NORD SU RICHIESTA DEGLI STESSI IMMIGRATI. TU PARTECIPERESTI?
Mimì - Magari. Adoro il dialetto. Darei un braccio per riascoltare mia nonna mentre parla con i negozianti di Milano. Peccato che io abbia sempre capito poco e che non riesca a pronunicare neanche una parola. Sigh!
Abdul 68 - Perché no? Anch'io capirei meglio il mio datore di lavoro che l'è propri un milanes.
Olga - Dialetto, italiano e poi? Che cos'altro dovremmo imparare secondo i politiici italiani? Che si mettessero loro a studiare l'ucraino!
Per la prossima settimana:
PIANO INTEGRAZIONE. LO STANNO PREPRANDO SIA IL COMUNE DI MILANO SIA IL GOVERNO ITALIANO. TENETEVI FORTI! VOI CHE COSA VORRESTE TROVARCI?
Scrivi la tua risposta a redazione@mixamag.it