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Voci straniere a Milano

Milanese al 100% la più internazionale delle radio locali 

Chi l’avrebbe mai detto? La radio più aperta al mondo straniero e agli immigrati, almeno nel panorama delle emittenti milanesi, è Radio Meneghina. Una scoperta che lascia di stucco se si pensa al nome, alle origini, al repertorio musicale e alla stessa segreteria telefonica della sede che risponde in dialetto stretto. Eppure se si dà un occhio al palinsesto e si ha occasione di parlare con il direttore, Tullio Barbato, ci si ritrova immersi in una realtà assolutamente internazionale. Dalle frequenze 91.950 non viene trasmessa solo musica o informazione legata a Milano, ma dalla città si spazia ben oltre i confini italiani fino ad arrivare al Perù, alle Filippine e al Brasile.

 

Di questi tre Paesi si parla in modo originale in trasmissioni a loro completamente dedicate. Dieci anni fa è partito il programma ‘Perù: anche italiana la musica della costa’, idea brillante e di successo proposta dal presidente dell’associazione culturale Peruan-ità, Armando Pace, e dal vicepresidente Sergio Garcia. Punto di forza, il legame tra Perù e Italia evidenziato dai brani musicali di autori peruviani di origine italiana, spesso lombarda o ligure, e dalle contaminazioni tra la cultura locale e quella italiana. Ampio e inaspettato il riscontro del pubblico, misto come è mista l’offerta di argomenti e suggestioni di ciascuna puntata: la metà degli ascoltatori è italiana, l’altra peruviana.

 

Dal Perù alle Filippine. In questo caso la trasmissione ‘Tinig sa Itaas’, su tematiche religiose, è prevalentemente in lingua filippina e dà spazio anche all’informazione. Più leggera quella diretta dall’italiano Giulio Cancelliere, ‘La stanza di Yo’, e dedicata alla musica brasiliana.

 

Il merito di tanta apertura e attenzione verso il mondo straniero va al fondatore e direttore della radio, il giornalista Tullio Barbato. Di sé dice di essere un ‘milanese bastardo’ perché figlio di un ‘terrone’ (pugliese) e di una francese.

 

di Ginevra Battistini

Intervista al conduttore

Miguel Angel Luna Bernales, co-conduttore, insieme ad Armando Pace e Luisa Lucato, del programma italo-peruviano ‘Perù: anche italiana la musica della costa’, giornalista di 33 anni, in Italia da 8.

 

“Andiamo in onda tutti i mercoledì alle 19 fino alle 19.50. Per me è un’esperienza straordinaria. Ogni volta è un viaggio diverso che mi coinvolge e rilassa completamente. Mi piace moltissimo - se potessi, vivrei solo di questo - raccontare storie, creare atmosfere, trasportare il pubblico in un mondo magico e antico come il Perù. Oltre ai brani musicali, che variano da quelli andini, creoli, afroperuviani ma anche latinoamericani, trasmettiamo e spieghiamo gli intrecci che legano la nostra cultura alla vostra: un esempio su tutti Antonio Raimondi, esploratore e naturalista milanese dell’800, che dedicò la sua vita a catalogare piante e animali del Perù e s’impegnò nella realizzazione di importanti infrastrutture come consulente scientifico. Che dire poi del panettone? A Natale nel mio Paese lo mangiano tutti: dalla costa alle Ande!”.

 

A Roma già operativa la direttiva che impone un tetto di cinque bambini stranieri in ogni classe delle scuole materne. Idea: se proprio dobbiamo dare un tetto agli immigrati, non sarebbe meglio metterglielo sopra la testa?

 
TEMPI DURI, TEMPI DI CRISI ECONOMICA: TU A CHE COSA HAI DOVUTO RINUNCIARE?

CRIS82 - Ai viaggi. Saltato quello di Natale a Berlino e temo che anche quest’estate dovrò stringere la cinghia. Che Dio ci aiuti.

 

Elena - Lavoro tutto il giorno, e la domenica per me era fondamentale portare i bambini fuori. Ora però devo tagliare anche queste spese. Mio marito ha un contratto a termine e rischia di perdere il posto.


Ped72 - Nessuna rinuncia. Tutto come prima: una vita di miseria. Era meglio restarsene in Perù, almeno lì c’era la mia famiglia. 

AMI - Io me la cavo. Sono stata fortunata e poco prima della recessione sono stata assunta a tempo
indeterminato. Riesco ancora a mandare soldi alla mia famiglia in Kenya.

Ursula - Per noi badanti la situazione non è cambiata. Anziani e malati ce ne sono sempre. Se solo mi arrivasse il
permesso di soggiorno, mi sentirei più sicura di uscire di casa e fare un po’ di shopping. 

Per la prossima settimana:

NON PIU' DEL 30% GLI ALUNNI STRANIERI NELLE CLASSI DELLE SCUOLE ITALIANE: UNA MISURA UTILE A MIGLIORARE L'APPRENDIMENTO DI TUTTI O UN PROVVEDIMENTO DISCRIMINATORIO? 

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