È subito evidente come l'articolo 4 riconosca ad ogni cittadino il diritto ad avere un lavoro. D'altronde in una Repubblica che sul lavoro è stata fondata (articolo 1) è solo attraverso un'attività professionale che ogni persona può realizzarsi, vivere, e progredire. E solo tramite il lavoro i cittadini possono tutelare la propria dignità e possono contribuire al benessere collettivo. È per questo che l'articolo 4 riconosce anche il dovere per il cittadino di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Ma questo non significa che si possa pretendere (se non dal punto di vista meramente politico) che sia lo Stato a trovare un'occupazione a chi non ce l'ha. Nel senso che, come in altri casi, il legislatore assegna alla Repubblia il compito di promuovere ogni iniziativa per rendere effettivo questo diritto, che di conseguenza effettivo non è. L'obiettivo richiesto è la piena occupazione attraverso una serie di norme che facilitino l'ingresso nel mondo delle professioni. Com'è noto a tutti scelte economiche non sempre felici, insieme alla mancanza di una politica strutturata, ci hanno portati lontani da questo obiettivo. E non va preso in considerazione solo il tasso di disoccupazione (l'ultimo dato lo fissa all'8,2%), ma anche di tutte quelle persone che, pur non volendolo, si sono messe al di fuori del mercato del lavoro. È per questo che l'articolo 4 dev'essere letto insieme all'articolo 38 che stabilisce che i lavoratori disoccupati involontari hanno diritto ad avere assicurati i mezzi adeguati alle loro esigenze di vita. Anche in questo caso è necessario un intervento legislativo che preveda strumenti come cassa integrazione e indennità di disoccupazione. Infine bisogna sottolineare il principio di libertà di lavorare, cioè il diritto di scegliere una professione secondo le proprie capacità ed aspirazioni, perché solo così si può davvero essere utili alla società in cui si vive.
La città insorse il 18 marzo 1848 dando vita alle Cinque Giornate di Milano, uno dei maggiori episodi della storia del Risorgimento italiano che si ricollega ai moti liberali scoppiati in tutta Europa. I milanesi erano sotto il dominio dell'impero austriaco, comandati dal generale Josef Radetzky. La rivolta popolare esplose dopo la decisione d'imporre una tassa sul tabacco. Per tutta risposta i milanesi decisero di non fumare più. Radetzky ordinò ai suoi uomini di provocare gli abitanti della città fumando sigari in giro per strada. Quando un milanese reagì strappando dalla bocca di un soldato una sigaretta, i concittadini non solo ne impedirono l'arresto ma iniziarono la rivolta contro gli austriaci. L'intera città si mise a combattere: vennero innalzate barricate, mentre gli italiani cominciarono a sparare dalle finestre delle case. Venne creato un Governo provvisorio guidato dal podestà Gabrio Casati e un Consiglio di Guerra capitanato da Carlo Cattaneo. La resistenza fu organizzata in modo pressocché perfetto. Vennero utilizzati anche i martinitt, gli orfani, come messaggeri. Radetzsky decise la ritirata il 22 marzo. Nello stesso giorno il Conte Luigi Torelli appose la bandiera italiana sulla guglia della Madonnina. Nacque anche il giornale 'Il 22 Marzo' diretto da Carlo Tenca. La sede era Palazzo Marino, attuale residenza del sindaco di Milano. La città venne riconquistata dagli austriaci nell'agosto dello stesso anno, dopo soli 4 mesi di autogoverno.

Per tutto il mondo è semplicemente 'Mister Volare', per lo straordinario successo che raggiunse con la sua canzone più celebre 'Nel Blu Dipinto di Blu'. Il brano ha venduto nel mondo 30 milioni di copie. Nel 1958 Domenico Modugno si porta a casa tre Grammy Award (canzone dell'anno, disco dell'anno e artista dell'anno). È la canzone italiana più trasmessa dalle radio di tutto il mondo nella storia della musica. Domenico Modugno è però molto di più. È il padre di tutti i cantautori italiani, uno dei più importanti in Europa. Ha inventato la moderna canzone nel nostro Paese. Il suo successo è intrecciato con il continente americano. Modugno ha attraversato l'Atlantico una sessantina di volte. Si è esibito ovunque. A Caracas in Venezuela cantò davanti a 121 mila persone. Un vero record e non solo per l'epoca. E proprio negli Stati Uniti scrisse il verso della canzone 'Piove': 'Ciao ciao bambina. Un bacio ancora e poi per sempre ti perderò; vorrei trovare parole nuove ma piove, piove sul nostro amor'. Era alla stazione di Pittsburgh quando una coppia sotto la pioggia si stava salutando. L'album che contiene il brano è un altro successo internazionale, con 15 milioni di copie vendute. Immensa la sua discografia (più di 230 le canzoni incise), che contiene brani diventati patrimoniale nazionale: da 'Resta cu' mme', a 'Meraviglioso', passando per 'Tu si' 'na cosa grande', fino a 'La Lontananza'. Indelebile la sua impronta nel teatro italiano. Nel 1961 porta al successo la commedia musicale 'Rinaldo in campo' di Garinei e Giovannini, scritto per celebrare i cento anni dell'Unità Nazionale: sarà un trionfo. Lo spettacolo - uno dei più grandi incassi di sempre - avrà anche una tournée internazionale in Francia e in Unione Sovietica. Dal 1973 al 1976 recita ne 'L'Opera da tre soldi' di Bertold Brecht e Kurt Weil diretto da Giorgio Strehler. Nel 1981 Modugno sta per partire per il Cile per presentare il programma tv 'Vamos a Ver', ma viene bloccato in aeroporto a Roma. Fatali gli furono i commenti negativi su Augusto Pinochet, allora dittatore del Paese Latinoamericano. Il 12 giugno del 1984 Domenico Modugno è colpito da un ictus mentre sta registrando la trasmissione di Canale 5 'La Luna nel Pozzo', dal quale si riprenderà a fatica. Nel 1986 si candida alle elezioni parlamentari con i Radicali diventando deputato. Il 26 agosto 1993 tenne a Polignano a Mare, la città pugliese dove nacque il 9 gennaio 1928, l'ultimo grande concerto della carriera, davanti a 70 mila persone in occasione della "riappacificazione con i polignanesi" per essersi sempre dichiarato siciliano. Morirà nella sua villa a Lampedusa il 6 agosto 1994.