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Art. 2

Testo articolo Art. 2 della Costituzione Italiana

L'articolo 2 è di fondamentale importanza. Forse un po' complesso per le considerazioni che faremo, ma determinante. Il primo passo è capire quali sono i diritti fondamentali. Bene, bisogna rifarsi ai diritti naturali dell'uomo, ovvero quelli che prescindono e precedono l'esistenza dello Stato. Per capirci, a livello sintetico, sono quelli riconosciuti dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite, approvata nel dicembre del 1948. In realtà si potrebbe dire che l'articolo 2 appositamente non fa un elenco di quali siano questi diritti inviolabili, ma preferisce una posizione aperta, perché i diritti sono in parte collegati al momento storico e sociale che si sta vivendo. Un'altra visione vuole il secondo articolo della Carta Costituzionale come una sorta di riassunto degli articoli che vanno dal 13 al 28 (inviolabilità della libertà personale, del domicilio, della corrispondenza; libertà di circolazione, di riunione, di associazione, di fede religiosa, di manifestazione del pensiero e così via). Altra notazione fondamentale è che questi diritti appartengono non solo ai cittadini ma a tutti gli essere umani in quanto tali, quindi anche agli stranieri o agli apolidi.
L'articolo 2 dà alla persona un primato sostanziale rispetto allo Stato. In pratica è il secondo ad esistere in funzione del primo e non viceversa, come invece avviene nei regimi totalitari. La garanzia dell'inviolabilità dei diritti ha un doppio limite invalicabile: non solo lo Stato deve rispettarli, ma deve anche proteggerli dalle violazioni provenienti da altri soggetti privati. Questi diritti, inoltre, non sono riconosciuti solo all'individuo come singolo, ma anche nelle formazioni sociali in cui vive e opera il singolo (scuola, partiti, associazioni, sindacati ecc).
Parte della dottrina si spinge a sostenere che i diritti esplicitamente menzionati dalla Costituzione come 'inviolabili' (art. 13, 14, 15 e 16) non possano essere in alcun caso modificati. In poche parole si può dire che l'articolo 2 è quello che garantisce a qualsiasi persona che si trovi in Italia di essere libera.

17 febbraio 1992

Con l'arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano e membro del Partito Socialista Italiano, inizia l'era di Tangentopoli. Chiesa viene beccato in flagrante subito dopo aver ricevuto una tangente di 7 milioni dell'epoca (circa 3.500 euro). Parte l'inchiesta Mani Pulite: ne uscirà sconvolta la scena politica italiana. Nel 1993 i principali leader della maggioranza di allora e alcuni tra i più importanti imprenditori del Paese finirono sotto processo. Tra loro anche Bettino Craxi e Arnaldo Forlani.

Giuseppe Garibaldi
Foto di Giuseppe Garibaldi

Eroe dei due mondi è l'espressione che meglio descrive Giuseppe Garibaldi, protagonista indiscusso della nostra Storia, che combatté anche per la libertà dei popoli in Europa e in America Latina. Senza di lui, non ci sarebbe neanche l'Italia. Nato a Nizza il 4 luglio 1807 è morto all'Isola di Caprera il 2 giugno del 1882. Dopo l'incontro con Giuseppe Mazzini nel 1833 sposa l'idea di trasformare l'Italia in una repubblica democratica. Inizia la sua storia da rivoluzionario. Garibaldi passa un lungo esilio in Sud America, 13 anni, dal 1835 fino al 1848, dove fa grande esperienza di tattiche di guerriglia, basate sugli attacchi a sorpresa, che diventeranno il suo marchio di fabbrica. Prima tappa il Brasile. Pochi anni dopo difende l'Uruguay dall'Argentina con i suoi volontari che indossano tutti una camicia rossa. E' qui che sposa Anita (vero nome Ana Maria de Jesus Ribeiro). I due hanno 4 figli, ma una di loro muore di vaiolo. Impossibile ripercorrere la sua straordinaria avventura in Italia dove torna nel 1848 subito dopo lo scoppio della Prima Guerra d'Indipendenza contro gli austriaci. Nel 1860 è a capo della Spedizione dei Mille: parte da Quarto a Genova per arrivare a Marsala, da dove inizierà la sua marcia trionfale. In poco tempo libera la Sicilia poi la Calabria e la Campania. Il 26 ottobre l'incontro con Vittorio Emanuele: gli consegna i territori conquistati e si ritira a Caprera. Nel 1866 partecipa alla Terza Guerra d'Indipendenza in Trentino ancora una volta contro gli austriaci. Tutto sembra volgere a suo favore, ma l'armistizio di Cormons blocca tutto. Il re gli ordina di lasciare il campo di battaglia e lui risponde con "Obbedisco", diventato poi il motto dei garibaldini. È il personaggio italiano più famoso del mondo e quello a cui sono state dedicate più piazze e vie in Italia. La sua fama leggendaria in tutto l'Occidente lo portò a diventare il primo testimonial pubblicitario. Anche Abramo Lincoln fu sedotto dalle sue capacità di condottiero: una delegazione americana sbarcò a Caprera offrendogli la carica di Generale per assumere il comando degli eserciti dell'Unione nella Guerra di Secessione.