È un articolo centrale per i temi cari a Mixa. Regola il rapporto tra l'Italia e il diritto internazionale. Ma soprattutto la condizione dello straniero e il diritto di asilo nel nostro Paese. Un articolo così centrale da meritare un maggior spazio di approfondimento. Così inizieremo con il primo comma dell'articolo 10 che è di grande portata sia dal punto di vista simbolico che materiale. Da una parte la Repubblica si definisce come membro della Comunità internazionale, dall’altra, riconosce la validità dell’ordinamento giuridico internazionale e di quello degli altri Stati. La scelta dell'adattamento automatico al diritto internazionale generale è un gesto di grande apertura dopo che durante la Seconda Guerra Mondiale l'Italia era vista come un nemico. Non si può dimenticare che la Costituzione è stata scritta subito dopo il conflitto e la posizione del nostro Paese nel mondo democratico era assai compromessa. In sostanza questo articolo legittima nuovamente l’Italia ad agire e operare nel contesto delle nuove relazioni mondiali. In questo modo non c'è alcun bisogno di una legge del Parlamento per rendere effettivi gli obblighi che derivano dal diritto internazionale generale, salvo una normativa interna per "armonizzarli" al nostro ordinamento giuridico. Con l’espressione "norme del diritto internazionale generalmente riconosciute", ci si riferisce ai soli principi generali e alle consuetudini e non a Patti e Trattati che invece necissatano di un'apposita legge, che viene chiamata di ratifica. In questo modo il nostro complesso di regole è in continuo dialogo e in costante partecipazione con l'evoluzione del diritto internazionale e comprende tutti gli organi dello Stato, da quello centrale agli enti locali, come Regioni, Province e Comuni.
Seconda Guerra Mondiale. Viene annunciato l'armistizio tra l'Italia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti e la fine dell'alleanza con la Germania. Inizia la lotta per liberare il Paese dai nazi-fascisti. L'intesa era stata in realtà firmata 5 giorni prima in Sicilia, ma era stata tenuta segreta a causa della notevole presenza di militari tedeschi. Troppo rischioso. Il capo del governo, il maresciallo Pietro Badoglio, chiede ancora di non rendere pubblico l'accordo per evitare terribili conseguenze al Paese, ma il presidente americano Eisenhower alle 16.30 ora italiana dell'8 settembre fa l'annuncio dell'armistizio a radio New York. Badoglio non può che fare altrettanto. Alle 19.45 dichiara a Radio Eiar (l'attuale Rai) la resa. Subito dopo l'Italia cade nel caos. Lo stesso capo del governo e il re Vittorio Emanuele III raggiungono Pescara e da lì s'imbarcano su una nave da guerra che li porterà a Brindisi, già controllata dagli Alleati. L'esercito, lasciato senza guida, si dissolve. La Germania dà il via all'operazione Achse e occupa il Paese. L'annuncio dell'armistizio causa migliaia di morti e dispersi, oltre a 700 mila militari internati in Germania. Gli antifasciti si uniscono nel Comitato di Liberazione Nazionale. Bisognerà attendere il 25 aprile 1945 prima che l'Italia sia una nazione libera.

È una storia esemplare quella di Tina Anselmi, una storia di donna intelligente, capace e determinante in molte scelte illuminate del nostro Paese. Nata a Castelfranco Veneto il 25 marzo di 83 anni fa, ha dedicato la sua vita all'Italia. Ragazzina, assiste all'impiccagione di alcuni giovani partigiani da parte dei fascisti. Decide d'impegnarsi nella Resistenza. Diventerà staffetta nella Brigata Battisti con il nome di battaglia di “Gabriella”.
Non è ancora finita la guerra, che l'allora 17enne Tina, s'iscrive alla Democrazia Cristiana, divenendone negli anni una delle personalità chiave. Nel frattempo si laurea in lettere e dopo qualche anno passato a fare l'insegnante, diventa prima sindacalista, poi responsabile dei giovani della Dc. La sua carriera è folgorante. Dopo varie esperienze come sottosegretario, nel 1976, diventa ministro del Lavoro, prima donna a ricoprire questa carica nella storia d'Italia. Lo sarà altre due volte, della Sanità: è tra i principali autori della riforma del Servizio Sanitario Nazionale. A lei si deve anche la legge sulle pari opportunità. Il suo nome è indissolubilmente legato alla Commissione d'inchiesta sulla P2, voluta da un'altra donna di primo piano nella nostra storia: l'allora presidente della Camera Nilde Iotti. Fu proprio la Anselmi a guidarla e a portare a termine un lavoro intenso e importante. La Loggia massonica Propaganda 2 mirava al rovesciamento delle istituzioni e delle regole della società italiana e ha visto tra i suoi membri importanti uomini politici e del mondo economico. Il manifesto della P2, il cosiddetto piano di rinascita democratica, prevedeva un progressivo autoritarismo legale, attraverso modifiche alla Costituzione e grazie al controllo del mondo dell'informazione. L'attuale presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, aveva la tessera numero 1816.