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Gli Stati Uniti responsabili di crimini di guerra in Afghanistan: questa la clamorosa denuncia che arriva da Emergency, l’associazione italiana che offre assistenza medica gratuita in particolare nelle zone di guerra. Secondo i volontari stanziati nel Paese, i posti di blocco militari impediscono ai feriti di raggiungere l’ospedale di Lashkar-gah, nel sud dell’Afghanistan, che si trova a una cinquantina di chilometri dal villaggio di Marjah, preso di mira nelle ultime settimane dai bombardamenti anglo-americani. Sarebbero decine le vittime civili in gravi condizioni che non riescono a ricevere alcuna cura. Solo il 14 febbraio almeno 6 persone sarebbero morte perché ne è stata impedita l’evacuazione. “Tra i pochi che sono riusciti a raggiungere l’ospedale di Emergency – raccontano i volontari – un bambino di 7 anni colpito al petto da una pallottola e subito operato”. Gli operatori sanitari non riescono a ottenere dalle truppe americane il permesso di evacuare i feriti: i pochi che arrivano vengono consegnati dai militari britannici o riescono ad aggirare i checkpoint di notte. Un’offensiva feroce scattata perché il villaggio di Marjah è considerato la principale roccaforte talebana della provincia meridionale di Helmand. I volontari di Emergency, attraverso un diario tenuto quotidianamente sul sito dell’associazione, raccontano ciò che succede. “Sono arrivati stamattina – scrive Marco da Lashkar-gah il 27 febbraio – ci stavano in due in una sola barella tanto erano piccoli. Nagibullah, 5 anni, schegge di bomba su tutto il corpo. Naquibullah, 7 anni, un piede “esploso” e tante schegge dappertutto”. Durissima dunque la denuncia di Emergency che definisce gli attacchi “gravissimi crimini di guerra perpetrati dalle forze della coalizione internazionale guidate dagli Stati Uniti” e chiede che venga subito aperto un corridoio umanitario per garantire l’assistenza ai feriti. A esprimere preoccupazione, però, è anche la Croce Rossa Internazionale secondo cui i feriti non riescono a raggiungere i luoghi di cura ed è in costante aumento il numero di vittime civili dell’offensiva. Dall’associazione un appello alle parti in lotta per ribadire sia alle forze della coalizione, sia alle forze di sicurezza afgane, sia ai talebani il diritto al soccorso immediato di feriti e malati, sancito dalle leggi internazionali.
di CS
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