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Preoccupato dall'incessante malessere che la corruzione provoca nella popolazione, il governo mostra il pugno d'oro contro i funzionari infedeli

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Pechino va al cuore del problema senza giri di parole e vara il nuovo codice etico anti corrotti. Cinquantadue 'comandamenti' che nelle intenzioni del governo cinese devono frenare la crescente corruzione nel partito. Niente più vita dissoluta e spese pazze. I funzionari dovranno lavorare molto e al solo servizio del popolo. Vietato ricevere regali e usare la propria influenza per favorire i propri familiari. Al bando matrimoni e funerali fastosi, oltre ai viaggi intercontinentali. Nessun affare consentito. Diventa impossibile costruire, come oggi spesso avviene, sontuosi edifici pubblici o comprare automobili di lusso. Visto che tra l'altro le berline vengono spesso usate a scopi privati.


C'è una rabbia crescente nella popolazione per l'ostentazione dello stile di vita dei politici e degli uomini delle forze dell'ordine. Per i cinesi è il problema numero uno da affrontare. Secondo un sondaggio pubblicato dall'organo di stampa 'China Daily' il 60% degli intervistati pensa che la corruzione sia l'aspetto che più danneggia l'immagine del Paese all'estero, prima ancora della pirateria e dell'inquinamento. Del resto i numeri della corruzione in Cina sono spaventosi. Il Comitato di controllo ha rivelato che solo nel 2009 106 mila funzionari sono stati condannati. Sono il 2,5% in più rispetto all'anno precedente. Il numero dei membri del partito beccati con più di un milione di yuan (poco più di 100 mila euro) è invece cresciuto del 19 per cento. Il governo mostra soddisfazione per i dati e sostiene che sono così alti, non perché c'è stato un balzo in avanti nella corruzione, ma per la nuova capacità di controllo delle autorità.


Nel mirino anche i manager delle aziende di stato. Molti quelli accusati di abuso d'ufficio, corruzione e falso in bilancio. Chen Tonghai, l'ex boss del gigante petrolifero Sinopec, è stato condannato a morte per aver preso 30 milioni di dollari di tangenti. La pena gli è stata sospesa, ma, se è fortunato, passerà la vita in galera. Anche il presidente della Società che gestisce il programma nucleare cinese è stato costretto alle dimissioni per aver gonfiato i costi di un'opera da 260 milioni di dollari.


Solo il mese scorso l'ex vice presidente della Corte Suprema, Huang Songyou, è stato condannato all'ergastolo per essersi intastascato 400 mila euro di tangenti. Era andata peggio a Zheng Xiaoyu, direttore dell’Amministrazione statale per l’alimentazione ed i farmaci: giustiziato per aver preso bustarelle per 500 mila euro per approvare centinaia di farmaci che hanno ucciso decine di persone.


Poco più di un anno fa uno scandalo aveva duramente colpito l'immagine del partito comunista. I suoi funzionari della provincia del Guangdong, nel sud est della Cina, avevano perso al gioco 2 milioni e mezzo di euro di denaro pubblico in pochi anni. Frequentavano i casinò di Macau e quelli ospitati sulle navi da crociera che si fermavano a Hong Kong. Scommettevano anche sulle partite di calcio. E l'ultimo scandalo in ordine di tempo riguarda proprio il calcio, sport con sempre più fan tra le sue file. La Federazione cinese ha retrocesso in seconda divisione due squadre della Super League (la nostra serie A ndr) perché accusate di falsare le partite. Tra loro c'è anche il Chengdu Blades, leader del campionato e di proprietà degli inglesi dello Sheffield. Il suo presidente è stato arrestato. Coinvolto anche l'ex numero uno della Federcalcio cinese, Nan Yong. Lo schema era quello classico: giocatori e arbitri venivano pagati per condizionare il risultato. Il calcio è così compromesso che le autorità hanno deciso di non mandare in onda lo scorso 10 febbraio il big match tra Cina e Giappone del campionato del Sud Est Asiatico. La tv di stato non ha trasmesso la diretta. La notizia del pareggio non è stata data neanche dai notiziari. Pochi giorni prima era venuto alla luce l'ennesimo scandalo: un vero e proprio tariffario per poter essere convocati in Nazionale.


C'è grande attenzione sui media locali per quello che è stato definito il 'processo dell'anno': alla sbarra Wen Qiang ex direttore del Dipartimento di Giustizia di Chongqing, città di 6 milioni di abitanti nel sud ovest del Paese. E' accusato di corruzione, associazione mafiosa e violenza sessuale. Sotto processo con lui tre ufficiali di polizia e la moglie. Si sarebbero intascati un milione e mezzo di euro. Inoltre avrebbero dato protezione al clan guidato dalla cognata in cambio di 700 mila euro. Wen Qiang si è giustificato sostenendo di aver ricevuto molti regali per il suo compleanno.


La battaglia del governo si è servita anche di internet, visto che ormai i cinesi sono la più grande comunità web. Sono 384 milioni gli internauti, 180 milioni i blog e quasi 4 milioni i siti. Le autorità hanno messo a punto già da tempo un indirizzo internet anti corruzione (www.12309.gov.cn) dove i cittadini possono denunciare i funzionari pro bustarelle. Bene, sei mesi fa quando il progetto è partito, è stato talmente inondato da segnalazioni che è saltato il sistema, costruito per 'reggere' contemporaneamente fino a un massimo di mille persone. Un'iniziativa simile nel 2008 aveva portato alla luce 20 mila casi di abusi.


Vessati dagli ufficiali corrotti, un gruppo di impiegati statali ha deciso di sfogarsi mettendo on line 'Incorruptible Fighter', un videogioco visitato in un mese da 100 mila persone. I giocatori possono vendicarsi delle angherie subite scatenandosi sui funzionari corrotti e sulle loro mogli per l'occasione vestite solo di un bikini.

di Francesco Bianco

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La Mostra anti corruzione

Una mostra per educare i dipendenti pubblici a non cadere nella rete della corruzione. Molte le tentazioni che inseguono chi ha un po' di potere. Accompagnati da disegni e video, gli slogan sono eloquenti: non accettare regali, non favorire i tuoi figli, non prendere doni. Attenti alle donne non sposate, vero cruccio per le autorità. Accanto alla foto di un paio di gambe seducenti la storia di Lou Fayu: il funzionario provinciale del partito aveva accumulato tangenti per 250 mila euro per compiacere la sua amante. Il finale non è proprio lieto: 15 anni di carcere. Ancora più evocativa un'altra immagine. Lei Yuanli, era un importante uomo politico della città di Hunan. Pretese bustarelle per mantenere l'ennesima femme fatale. C'è una sua dichiarazione quasi spavalda: "La gente dice che sono il funzionario che giocò con il potere, con i soldi e con le donne. Ammetto di meritarmi questi titoli". La confessione è messa sotto la foto che lo vede al momento di ricevere la condanna a morte, poi sospesa, in Tribunale. Del resto sono molte le immagini che ritraggono politici corrotti terrorizzati durante le Udienze. I loro crimini e l'ammontare delle cifre rubate sono scritti in bianco e nero. La mostra è stata organizzata dall'Ufficio Centrale della Procura con l'aiuto di 12 distretti regionali. Ci sono anche molti video dedicati a quello che il governo cinese ha fatto contro la corruzione.

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