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asia e pacifico
Le tragedie non sono tutte uguali. Chissà perché, ma la tragedia di Haiti commuove il mondo più dell’immane catastrofe pakistana. Le Nazioni Unite denunciano l’esistenza di ben tre milioni di persone, ancora sotto lo sfacelo provocato dalle alluvioni, che non hanno ricevuto alcun aiuto, neanche un tozzo di pane, di cui hanno disperatamente bisogno.
L’alluvione in Pakistan è un disastro senza precedenti che colpisce quasi 19 milioni di disperati (tanti quanti ne vivono in Belgio, Austria e Svizzera). Nelle vallate tra Peshawar e il confine afgano, già prostrate da anni di guerra civile tra governo e talebani, le piogge torrenziali hanno ucciso almeno seicento persone e provocato quasi mezzo milione di nuovi sfollati.
E pure i bambini non sono tutti uguali. L’UNICEF non si stanca di lanciare appelli accorati alla solidarietà internazionale: servono 141 milioni di dollari per soccorrere, supportare, curare, nutrire la popolazione infantile vittima delle alluvioni. Ci sono tre milioni e mezzo di bambini a rischio, di cui bisogna occuparsi con la massima urgenza. L’UNICEF ha ricevuto finora soltanto un quarto della somma richiesta. La salute degli sfollati è precaria e i bambini sono le vittime più vulnerabili: quando manca l’acqua pulita si diffondono a dismisura malaria (l'acqua stagnante favorisce la proliferazione delle zanzare portatrici dell'infezione) e diarrea. Inutile dire che il delicato organismo dei più piccoli è molto più soggetto, di quello degli adulti, ai batteri contenuti nell'acqua impura. Questo accade sotto lo sguardo abbastanza indifferente della comunità internazionale. Non si è aperta alcuna gara di solidarietà tra i vip: nessuno è arrivato con il suo Jet carico di medici e cibo (a parte l’attrice Angelina Jolie che, ambasciatrice dell’Onu, ha incontrato le vittime del disastro e ha chiesto aiuti al mondo intero). Per l’emergenza Pakistan, le associazioni non governative hanno raccolto un centesimo di quanto recuperato per Haiti: una briciola di quanto appena necessario. Perché l’attenzione del mondo non si sveglia davanti alla peggiore alluvione che questa terra sfortunata abbia mai conosciuto? I media internazionali non si sono precipitati a portare la tragedia nelle nostre case. Per la verità un po’ è arrivato, ma, cinicamente, i tempi di un terremoto sono più immediati e quindi più ‘mediatici’ di quelli delle conseguenze di un’alluvione.
“Stiamo morendo di fame” ha implorato una donna a una volontaria, Sughra Bibi, arrivata a bordo di una barca nei pressi del suo villaggio alluvionato. Il quotidiano britannico Indipendent ha raccolto la testimonianza di Bibi che racconta di aver porto alla donna una busta di plastica con sacchetti di lenticchie e cartoni di latte da distribuire al villaggio. “Non ci importa se il primo ministro o chi – le ha detto la donna - Ma nessuno ci sta aiutando. Stiamo solo aspettando l’aiuto di Dio.”
di angiola Bellu
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ActionAid è un’organizzazione internazionale indipendente, in Italia dal 1989;
AMREF - African Medical and Research Foundation, è la prima organizzazione sanitaria africana indipendente senza fini di lucro, con sede in Africa e presente in Italia dal 1988;
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CISP - Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli è un’organizzazione non governativa nata a Roma nel 1983;
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COSV - è un‘organizzazione da oltre 35 anni impegnata nella solidarietà internazionale;
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Save the Children è la più grande organizzazione internazionale indipendente a difesa dei diritti dei bambini;
Terre des hommes è una federazione internazionale indipendente che da oltre 40 anni si occupa di aiuto diretto all’infanzia in difficoltà nei paesi in via di sviluppo;
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Insieme hanno scelto di unire le forze per rispondere in modo tempestivo alle gravi emergenze umanitarie. Quella delle alluvioni in Pakistan è un’emergenza assoluta. Possiamo, noi tutti, donare qualcosa.
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