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Il lungo silenzio è finito: pare che stiano bene i tre operatori di Emergency, Matteo Pagani, Marco Garatti e Mattero Dell’Aira, arrestati sabato scorso dalle forze di sicurezza afgane, dopo il ritrovamento di armi durante una perquisizione all’ospedale di Lashkar – gah gestito dall’ong italiana. A tranquillizzare, dopo 6 giorni di incertezza, sono fonti del ministero degli Esteri: i cooperanti, trasferiti a Kabul, hanno infatti potuto incontrare per circa un’ora, in un carcere vicino alla capitale, l’inviato della Farnesina Massimo Iannucci e l’ambasciatore italiano in Afghanistan Claudio Glaentzer. “Sono in ansia, non sanno quale sarà il loro destino” hanno riferito i diplomatici che però hanno rassicurato: "Per i nostri connazionali ottimo trattamento nella struttura detentiva". “Era ora che qualcuno li vedesse – ha commentato il fondatore di Emergency Gino Strada – ora aspettiamo che vengano liberati e che cada questa stupida montatura”. Intanto ha raggiunto ormai quota 350mila firme l’appello per la liberazione dei tre volontari pubblicato sul sito di Emergency. Migliaia le persone attese sabato alle 14.30 a piazza San Giovanni a Roma per la manifestazione di solidarietà.
di CS
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