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I cingalesi ridanno fiducia al loro presidente che è pronto per un nuovo mandato. Intanto l'opposizione prova a contestare il voto

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Mahinda Rajapaksa di nuovo presidente. Le elezioni dei giorni scorsi lo hanno riconfermato a capo del Paese. Lo scrutinio delle schede lo dà vincitore con il 58% dei voti. C’è però chi contesta questo risultato. È il suo sfidante ed ex comandate dell’esercito Sarath Fonseka, fermo al 40%. Denuncia l’utilizzo di fondi pubblici e dei media di Stato per la campagna elettorale e il boicottaggio degli sfollati Tamil nel nord del Paese. A loro sarebbe stata negata la possibilità di votare secondo il generale, che ha annunciato ricorso per annullare il voto.

 

La minoranza Tamil, circa il 18% della popolazione dello Sri Lanka impegnata da decenni per l’indipendenza del nord est del Paese, appoggerebbe Fonseka. A lui va il sostegno del maggior partito di riferimento, l’Alleanza Nazionale Tamil (Tna). L’accordo è stato raggiunto nonostante fu proprio Fonseka a dirigere l’operazione militare dell’anno scorso contro i ribelli indipendentisti decisa dal governo di Rajapaska. Fu uno scontro durissimo che costò la vita a centinaia di persone, civili compresi, e la fuga di migliaia di Tamil. In quell’occasione Colombo decise di mettere fine una volta per tutte alle aspirazioni secessioniste dei guerriglieri, le Tigri Tamil, che avevano creato un vero Stato nello Stato, con polizia e tasse propri. 


Gli elettori di questa tornata hanno senz’altro considerato l’offensiva dell’anno scorso e premiato il governo in carica. La guerra civile iniziata nel 1983 ha causato almeno 70 mila vittime e fu spietata da entrambe le parti (stupri di massa, desaparecidos, bambini soldati). Gli attentati dei terroristi Tamil (così li considerano anche Usa ed Europa) hanno lasciato per anni il Paese nell’instabilità e nel pericolo. Anche se con la forza, la maggioranza dei cingalesi riteneva necessario un intervento risolutivo. Ora però resta da risolvere il problema politico e quello enorme degli sfollati che il presidente non può permettersi di ignorare troppo a lungo.


I Tamil rappresentano la minoranza più povera del Paese, molti di loro lavorano nelle piantagioni di tè o come domestici nella capitale. Dallo Stato meridionale dell’India del Tamil Nadu sono stati deportati in massa nello Sri Lanka dai colonizzatori inglesi nel corso del XIX secolo. La loro battaglia non è solo di carattere nazionale, legata alla propria cultura e religione (sono induisti e non buddisti come la maggioranza dei cingalesi), ma anche politica ed economica. Centinaia di migliaia di Tamil sono fuggiti dalla loro terra, 200 mila sono emigrati in Occidente. Se il nuovo governo non fosse legittimato dagli oppositori legati al generale Fonseka, i guerriglieri Tamil potrebbero decidere di approfittarne e di tornare a combattere dopo la sconfitta dell’anno scorso. Le divisioni politiche di questi giorni insomma indeboliscono Rajapaska che seppur vincitore ha grosse sfide da affrontare.

di ginevra battistini

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La guerra civile nello Sri Lank

- 1948. Con l'indipendenza dalla Gran Bretagna prende il sopravvento il nazionalismo cingalese a discapito delle minoranza etniche, prima fra tutte quella Tamil di religione induista.


- 1956. Il cingalese diventa lingua ufficiale

- 1972. Ceylon cambia nome in Sri Lanka e il buddismo viene dichiarato religione ufficiale

- 1983.  Inizio del conflitto armato tra i militari del governo cingalese e le Tigri Tamil, i guerriglieri separatisti.

- 1987-1990. A fianco dell'esercito cingalese intervengono 60 mila soldati indiani. Nel 1991 le Tigri di vendicano uccidendo il primo ministro indiano Rajiv Gandhi.

- Anni '90. La guerra si fa particolarmente cruenta ed entrambe le parti si macchiano di delitti atroci. Alla fine le vittime saranno oltre 70 mila.

- 2002. Grazie all'intervento della comunità internazionale, viene proclamato il cessate il fuoco.

- 2004. Il movimento delle Tigri si spacca in due.

- 2005. Il governo ultranazionalista di Rajapaksa decide di riprendere le ostilità e di 
porre fine al separatismo tamil.

- 2008. L'offensiva finale è violentissima. A uscirne sconfitti saranno i guerriglieri Tamil. 

 

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