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Orlando Zapata Tamayo è morto dopo 85 giorni di sciopero della fame in un ospedale di L'Avana. Era stato arrestato insieme ad altri 75 dissidenti nel 2003. All'inizio fu condannato a tre anni di carcere, diventati poi 25 nei processi successivi. Tra i reati contestati quello di vilipendio a Fidel Castro. La famiglia parla di omicidio volontario da parte delle autorità cubane. Molte organizzazioni internazionali stavano seguendo con apprensione le sorti di Zapata. Amnesty International lo sosteneva, perché l'attivista era in galera solo per le sue idee e stava protestando con lo sciopero della fame per le dure condizioni a cui era sottoposto dietro le sbarre. La Commissione per i Diritti Umani a Cuba, che è illegale ma tollerata, spiega che ci sono ancora 200 prigionieri politici nelle carceri dell'isola, un terzo in meno di quando Raul Castro ha sostituito al potere il fratello Fidel. Cuba definisce i dissidenti arrestati come mercenari al soldo degli Stati Uniti d'America.
di FB
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