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Potrebbero essere 300 mila le persone che hanno perso la vita nel terremoto che ha colpito Haiti lo scorso 12 gennaio. A fare la terribile stima è il presidente René Preval, che ha aggiunto che l'isola deve anche prepararsi alla stagione delle piogge. Preval ha spiegato che sono stati raccolti già più di 200 mila corpi senza vita, ma molti altri sono ancora sotto le macerie. Solo all'inizio di febbraio il presidente haitiano aveva sostenuto che le vittime fossero al massimo 270 mila. Finora sono arrivati quasi 700 milioni di dollari in aiuti, ma è solo la metà del miliardo e mezzo che le Nazioni Unite ritengono essere la cifra necessaria a far ripartire il Paese. Ora con l'arrivo delle piogge la situazione potrebbe precipitare. Un milione e mezzo di persone vivono nei campi-tenda in condizioni precarie e l'acqua potrebbe travolgerli. L'arrivo delle piogge renderebbe anche più alto il rischio di epidemie di tifo e di colera. Al recente vertice dei Paesi centro e sud americani Preval ha chiesto di investire nelle aziende haitiane, in modo che l'isola possa affrancarsi dalla dipendenza della comunità internazionale.
di FB
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