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Niente più bombe a grappolo: la comunità internazionale ha messo al bando le micidiali ‘cluster bomb’, sempre più responsabili durante e alla fine dei conflitti di vittime tra la popolazione civile. L’annuncio è stato dato dalle Nazioni Unite: grazie alla firma di Burkina Faso e Moldova sono state raggiunte le 30 ratifiche necessarie per l’entrata in vigore del trattato contro questo tipo di armi, firmato a Dublino il 30 maggio 2008. “Un grande passo per il disarmo globale – ha commentato soddisfatto il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon annunciando la novità – che dimostra la repulsione internazionale nei confronti di queste armi terribili”. Devastanti gli effetti delle bombe a grappolo: lanciate dagli aerei in volo, queste munizioni si disperdono a migliaia sul terreno e possono esplodere anche ad anni di distanza. Il divieto internazionale di produrre, possedere o usare bombe a grappolo scatterà il primo agosto 2010: i Paesi aderenti non potranno più avere a che fare in alcun modo con questo tipo di armi e dovranno fissare scadenze precise per distruggere le loro riserve nazionali. Gli arsenali dovranno essere smantellati entro 8 anni dalla ratifica. Nessun bando invece per altri tipi di proiettili, bombe più piccole, di nuova generazione, capaci di colpire gli obiettivi con più precisione e di autodistruggersi se non esplodono al contatto con il suolo. “Le cluster sono inaffidabili e imprecise – ha sottolineato Ban Ki-moon – sono responsabili dell’amputazione e della morte di tantissimi civili, tra i quali molti bambini, e ostacolano la ricostruzione post-bellica rendendo strade e campi inaccessibili a contadini e operatori umanitari”. Tra i Paesi che hanno ratificato il documento Francia, Spagna e Germania, ma un grosso sostegno è arrivato dall’Africa con le firme di Sierra Leone, Burundi, Zambia, Niger e Burkina Faso. In ritardo, invece, l’Italia che ha sottoscritto il trattato ma che non l’ha ancora ratificato. Restano fuori le grandi potenze: Russia, Cina, Stati Uniti e Israele. Proprio lo stato ebraico è stato accusato dall’Onu di aver disseminato più di 4 milioni di munizioni durante la guerra in Libano del 2006.
Scarica il trattato dal sito dell’Onu
di CS
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