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Ci sono voluti 23 giorni, ma alla fine Lima ha un sindaco di sinistra, dopo quasi 30 anni di dominio dei partiti di destra. La svolta ha il volto e le idee di Susana Villarán, leader del Movimiento Fuerza Social, formazione progressista con alleanze nella sinistra radicale e nei movimenti sociali.


A mettere fine allo spoglio più lento della storia del Perù, inziato la notte del 3 ottobre, è stata la sua contendente alla poltrona di primo cittadino, Lourdes Flores, che ha riconosciuto la sua sconfitta. La città è molto più che la capitale del Paese. Ci vive il 27% della popolazione e qui è concentrato il 75% della produzione industriale del Perù.


E come spesso accade per i grandi cambiamenti, la Villarán era in un luogo simbolo della città che sarà guidata per la prima volta nella sua storia da una donna: il quartiere di "El Agustino", famigerato per la presenza delle pandillas, le gang giovanili. Ed è proprio qui che ha tenuto il suo primo discorso da sindaco: "In questo luogo emblematico per Lima - ha detto - mi impegno a governare con onestà. Sono pronta a spezzarmi la schiena".



La differenza tra le due principali candidate è risicatissima: 36mila voti in una città che sfiora gli 8 milioni di abitanti. Ma il successo per questa ex ministro per le Donne e lo Sviluppo Sociale è innegabile: nel 2006 si era proposta nelle elezioni presidenziali, riuscendo a convincere pochi elettori e solo tre mesi fa i sondaggi le riconoscevano appena il 5% dei voti nella corsa per la poltrona a primo cittadino. La sua rivale conservatrice, Lourdes Flores, era invece data come favorita da oltre un anno.


Il momento più duro della campagna elettorale è stato quando diversi mezzi di informazione conservatori l'hanno accusata di aver avuto legami con movimenti terroristi o ultra radicali
. Giornali scatenati sulla sua simpatia per Sendero Luminoso, l'organizzazione rivoluzionaria peruviana guerrigliera di ispirazione maoista molto attiva negli anni Ottanta. E' stata collegata al nazionalista anti liberista Ollanta Humala, che fu il candidato della sinistra proprio alle presidenziali 2006. Fu lui a guidare nell'ottobre 2000 un colpo di stato contro il presidente Alberto Fujimori, accusato dalla comunità internazionale di crimini terribili a danno del suo stesso popolo. La demonizzazione della Villarán si era spinta anche nel definirla amica del leader venezuelano Hugo Chávez. Insomma per i giornali di destra una pericolosissima comunista. Susana però non ha prestato il fianco, ricordando il suo ruolo di attivista della Commissione Interamericana per i diritti umani.


La prima cosa che ha promesso di fare quando siederà sulla poltrona di sindaco è dare un cambio radicale alla gestione del suo predecessore, quel Luis Castañeda Lossio, attuale candidato alle prossime elezioni presidenziali (si voterà nel 2011, ndr) per la destra, accusato da più parti di corruzione nella concessione degli appalti a Lima.

di Francesco Bianco (28 ottobre 2010)

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Peruviani milanesi



Sono 16mila i peruviani iscritti all'anagrafe del Comune di Milano. E' la prima comunità latinoamericana in città, la quarta in assoluto. Le donne sono più numerose degli uomini (circa il 60%). Secondo dati del ministero degli Esteri del Perù, Milano è al settimo posto tra le città del mondo e al secondo tra quelle europee (la prima è Madrid) per presenza di elettori peruviani residenti all’estero. Aumentano i figli nati in Italia da cittadini peruviani o da coppie miste, cresciuti del 22,4%. Secondo i dati Istat del 2010 i peruviani in Italia sono 87.747, con un balzo del 64,4% rispetto al 2005. La stragrande maggioranza risiede in Lombardia, con il 78% che vive in provincia di Milano. A parte la città, gli altri comuni che vedono una loro forte presenza sono Cologno Monzese, Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni e Pioltello. Centotredici dei 138 comuni della provincia di Milano ospitano almeno un peruviano residente che si è registrato nel Consolato Generale del Perù a Milano.

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