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La presidenza di Sebastián Piñera ha da poco compiuto 100 giorni. Un mandato, quello del capo di stato cileno, iniziato l'11 marzo e nato sotto la maledizione del terremoto che lo scorso 27 febbraio ha colpito il Paese. In campagna elettorale il presidente aveva promesso che avrebbe fatto crescere economicamente il Cile, ma l'agenda ha subito uno stop immediato, per affrontare l'emergenza e la ricostruzione del dopo sisma.
di Simona Volta
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In Cile la ricostruzione prosegue. Il Paese lo scorso 27 febbraio venne colpito da un terremoto di magnitudo 8.8 Richter. 500 le persone che persero la vita. I danni complessivi, invece, ammontano a circa otto miliardi di dollari. Acqua ed energia elettrica sono state ripristinati nel mese successivo, mentre per le case si sta lavorando. Nel Paese la ricostruzione non sarà rapidissima, anche perché dovranno essere rispettate le severe norme antisismiche in vigore ormai da anni. Norme che hanno salvato la popolazione da una catastrofe ben peggiore (basti pensare che il terremoto ad Haiti, di magnitudo 7 ha fatto quasi 300.000 vittime). E proprio in materia di norme antisismiche a inizio giugno un team di ingegneri cileni ha visitato Larino, in provincia di Campobasso. A loro è toccato verificare la struttura del plesso scolastico della scuola media Magliano, oggetto di consolidamento e adeguamento sismico dopo il terremoto del 31 ottobre 2002. Saranno loro a dover controllare che le norme antisismiche siano state perfettamente rispettate. Un ‘know how’, quello cileno, ormai da esportazione, anche in Paesi, come il nostro, che si piccano di essere tra i ‘grandi della Terra’.
