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La grande paura è stata affrontata subito da Barack Obama: "Una catastrofe per tutti se Al Qaida entra in possesso di armi nucleari". Il presidente degli Stati Uniti ha lanciato l'allarme a tutto il mondo nel suo discorso al summit sulla sicurezza nucleare che si è tenuto in questi giorni a Washington. Per il capo della Casa Bianca siamo di fronte a una crudele ironia della storia: il rischio di un confronto nucleare tra nazioni è diminuito, ma quello di un attacco nucleare è aumentato".


Il vertice si è concluso con l'accordo dei 47 Paesi che hanno partecipato. I leader si sono trovati d'accordo sulla necessità di aumentare la sicurezza rispettando la sovranità nazionale, di una maggiore cooperazione per arginare la proliferazione delle armi atomiche e della messa in sicurezza del materiale nucleare poco o male protetto entro quattro anni. Si è deciso anche di dare più fondi all'Aiea, l'Agenzia per l'Energia Atomica dell'Onu, per fare in modo che si possa lavorare alla sicurezza del pianeta, potendo programmare la propria azione.


Alcuni primi risultati si sono visti subito. L'Ucraina ha annunciato di voler eliminare entro il 2012 le sue scorte di uranio arricchito. La Russia ha deciso di chiudere il suo ultimo reattore che produce plutonio per scopi militari e si è impegnata a destinare 2,5 miliardi di dollari per l'eliminazione di 34 tonnellate dello stesso minerale dal suo programma di difesa. Stati Uniti e Canada creeranno un fondo di 10 miliardi di dollari per la sicurezza nucleare. In realtà questi erano tutti obiettivi contenuti in un altro accordo di dieci anni fa, che non è riuscito a trovare applicazione. È per questo che Barack Obama ha chiesto a tutti i Paesi presenti di "smettere di parlare e di cominciare ad agire".


La Francia, da parte sua, ha chiarito che non ridurrà ancora il suo arsenale atomico. Nicolas Sarkozy ha spiegato che il suo Paese ha già rinunciato a nuovi test nucleari, ha diminuito notevolmente la quantità dei suoi armamenti, "ma non può spingersi oltre senza mettere a repentaglio la sua stessa sicurezza".


Sul vertice l'ombra di due Paesi: Israele e Iran. Tel Aviv ha mandato il vice primo ministro Dan Meridor. Il premier Benjamin Netanyahu ha evitato di farsi vedere a Washington, molto probabilmente temendo un'imboscata delle delegazioni arabe sull'arsenale nucleare dello stato ebraico, la cui esistenza non è mai stata ufficialmente confermata. Teheran è invece nell'occhio del ciclone per il suo programma di arricchimento dell'uranio. Il presidente francese ha annunciato che nuove sanzioni dovranno essere prese contro il Paese degli Ayotallah "al più tardi entro maggio". Obama non si è voluto esporre troppo, impegnato com'è a convincere il presidente cinese Hu Jintao a sostenere un'azione contro il regime di Ahmadinejad. Pechino si è sempre mostrata fredda sulla necessità di imporre nuovi limiti all'Iran, chiarendo come "il nucleare sia un diritto di tutti".


Il prossimo vertice sulla sicurezza atomica sarà ospitato tra due anni dalla Corea del sud. La scelta è emblematica: i programmi di armamento atomico della Corea del nord preoccupano da tempo la comunità internazionale.

di Francesco Bianco

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La Mappa Nucleare

È la Russia ad avere il più grande arsenale nucleare: Mosca dispone di 2.800 testate, contro le 2.200 di Washington. I dati sono una stima perché l'ammontare esatto è coperto dal segreto militare. La Francia possiede 300 testate, la Cina 180 e la Gran Bretagna 160. Tutti questi Paesi fanno parte del Trattato di non proliferazione nucleare (che sarà aggiornato il mese prossimo) che impegna al disarmo, alla non proliferazione e all'uso pacifico del nucleare. Il trattato proibisce agli stati firmatari "non-nucleari" (ovvero che non possiedono armi nucleari) di procurarsi tali armamenti e agli stati "nucleari" di fornir loro tecnologie nucleari belliche. Ci sono altre nazioni che hanno armi atomiche ma che non hanno aderito al Trattato. Israele non ha mai confermato di avere testate, ma si pensa che ne disponga di almeno 80. Il Pakistan ne ha 60, esattamente come l'India, mentre la Nord Corea ne ha a disposizione meno di 10.

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