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Il presidente del Sudan, Omar al-Bashir, è atteso in Qatar per firmare un accordo di pace che potrebbe far cessare la guerra in Darfur. Al-Bashir dovrà apporre la sua firma sul documento vicina a quella del Movimento Giustizia e Uguaglianza (Jem), il più importante gruppo di opposizione nel Darfur. I leader di entrambe le parti hanno promesso che l'accordo di pace definitivo verrà raggiunto entro il 15 marzo. Un documento preliminare è stato firmato sabato scorso a Ndjamena, la capitale del Chad, tra i rappresentanti del governo e del Jem. Ma poco prima dell'accordo per un cessate-il-fuoco si sono registrati scontri tra l'esercito sudanese e i combattenti dell'opposizione. Già l'anno scorso i due contendenti avevano firmato un accordo in Qatar, un primo passo per cercare di porre fine a un conflitto che dura da sei anni. Secondo diversi analisti sono almeno 200 mila le vittime, mentre i rifugiati sono ormai oltre i 2 milioni e 700 mila. La comunità internazionale preme affinché al-Bashir deponga le armi, soprattutto dopo che il Tribunale Internazionale per i Crimini di Guerra lo accusa con sette capi di imputazione. La scelta di svolgere gli incontri in Qatar non è casuale. Il Paese arabo non è un membro della Corte Internazionale e quindi non è obbligata ad arrestare al-Bashir. Ad aprile si terranno in Sudan le prime elezioni multipartitiche da 24 anni a questa parte.
di FB
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