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Finalmente la Guinea ha un presidente: il leader dell'opposizione Alpha Conde ha vinto le prime elezioni democratiche che si sono tenute nella storia del Paese, costate la vita a diversi suoi sostenitori in violenti scontri per le strade della capitale Conakry. Conde ha convinto il 52,52% degli elettori, contro il 47,48% del suo contendente, Cellou Dalein Diallo. Al ballottaggio ha votato il 67% degli aventi diritto. La situazione resta molto tesa. Continuano ad esserci contri interetnici e si teme una guerra civile. Diallo infatti è Peul, mentre Conde è Malinke, due tra i principali gruppi etnici del Paese. E un Peul non è mai diventato presidente. I Malinke sono invece pesantemente rappresentati tra gli ufficiali della Giunta militare.
Subito dopo l'annuncio della vittoria di Conde ci sono stati combattimenti. Appena i fedelissimi di Diallo hanno capito che la presidenza era persa, hanno distrutto le case di molti Malinke, che sostengono Condé. Una persona è morta arsa viva, mentre i feriti sono diverse decine.
Il ballottaggio era previsto nel mese di settembre, ma le autorità erano state costrette al rinvio in seguito ai tumulti scoppiati dopo il primo turno fra i sostenitori dei due candidati alle elezioni. La tensione nel Paese era salita dopo l'arresto di Ben Sekou Sylla, presidente della Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni), per irregolarità negli scrutini del primo turno del 27 giugno scorso. I risultati del primo turno vedevano un pesante distacco tra i due principali concorrenti alla presidenza, con Diallo al 43,6% delle preferenze e Conde fermo al 18,2.
Nel secondo turno, invece, sembrerebbe non esserci stati brogli. Così Conde ha potuto fare una rimonta di 35 punti percentuali. La Corte Suprema ha confermato la regolarità del voto, il primo democratico che dovrebbe mettere fine a 52 anni di dittatura militare nel Paese. La Guinea ha infatti ottenuto l'Indipendenza dalla Francia solo nel 1958 e dopo è sempre stata sotto il dominio di feroci dittature. Il Paese è stato guidato da un consiglio dei ministri militare di transizione dal dicembre del 2008, dopo un colpo di stato seguito dalla morte del presidente Lansana Conte, che ha "regnato" per 24 anni.
Il governo ad interim è stato costituito con l'aiuto dei mediatori internazionali in risposta al tentato omicidio di Moussa Dadis Camara, che era stato colpito da un proiettile alla testa da un suo assistente.
Tra le priorità già annunciate dal neo presidente Alpha Conde, la necessità di riformare le forze armate e il rilancio economico. La Guinea è, infatti, il maggior esportatore di bauxite, materia usata in tutto il mondo per la produzione dell’alluminio, e ha grandi potenzialità nel settore agricolo. Il Paese dovrà però fare i conti anche con un’inchiesta aperta dal Tribunale penale internazionale che vuole scoprire i responsabili del massacro di 150 persone, avvenuto il 28 settembre 2008 durante una manifestazione politica in uno stadio di calcio. Negli scontri oltre 100 donne sono state violentate dai soldati. Una relazione delle Nazioni Unite indica in Camara il responsabile di questa strage.
Le organizzazioni in difesa dei diritti umani sostengono che gli omicidi siano stati compiuti dai soldati e, dopo le violenze, proprio la giunta militare ha dovuto fronteggiare una crescente opposizione interna e le pressioni della comunità internazionale. Già diverse volte durante manifestazioni di piazza l'esercito guineano è stato accusato di uccisioni di massa.
di Francesco Bianco (18 novembre 2010)
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- 1890 Diventa colonia francese, dopo che la sua popolazione si era drasticamente ridotta per la tratta degli schiavi.
- 1958 La Guinea ottiene l'indipendenza dopo un referendum promosso dal presidente francese Charles De Gaulle. Il primo capo di stato della Guinea sarà Ahmed Sékou Tourè. Di orientamento economico socialista, in realtà Tourè si comportò come un dittatore: dura repressione dell'opposizione, con arresti e torture di massa. Molti cittadini scappano dal Paese.
- 1984 Muore Tourè il 26 marzo. Il 3 aprile colpo di stato militare ordito da Lansana Contè e Diarra Traorè, che rispettivamente diventano presidente e primo ministro.
- 1985 Il suo primo ministro Traorè tenta di rovesciarlo con un colpo di stato, ma fallisce e viene ucciso.
- 1993 Le elezioni presidenziali confermano Contè.
- 1996 Le proteste nel Paese portano all'assalto al palazzo presidenziale.
- 1998 Contè ancora confermato presidente nelle elezioni.
- 2001 Referendum per allungare il termine presidenziale. Conte vince con il 98,4% di voti favorevoli.
- 2007 La protesta della popolazione si fa sempre più dura. Conte reagisce e il 27 gennaio polizia e manifestanti si affrontano duramente: 157 le vittime. Si teme una guerra civile.
- 2008 Conte muore il 23 dicembre per una grave malattia. Lo stesso giorno c'è un colpo di stato militare guidato dal capitano Moussa Dadis Camara.
- 2010 La giunta militare elegge primo ministro lo storico capo dell'opposizione Jean Marie Doré. Suo il compito di traghettare il Paese verso elezioni democratiche.


