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Sotto un sole che si fa sentire anche se siamo in inverno, è facile incontrare per strada persone con semplici magliette e pantaloni corti: anche questo fa parte del Sud Africa. Ci troviamo nella chiesa di Santa Anna Catholic Church di Atteridgeville, una township a sud di Pretoria. La città sembra tranquilla, a parte i clacson dei taxi che passano alla ricerca di clienti. Le donne cattoliche delle varie comunità hanno organizzato una festa per celebrare l’anno dei preti, un’iniziativa partita nel mese di giugno dell’anno scorso.
Ognuna di loro ha dato un contributo di circa 10 rands (1 euro) e sono tutte molto belle, vestite dei colori bianco e nero con la sciarpa gialla della loro comunità. La messa è sentita: canti e balli, e anche i suoni delle vuvuzela. Durante la celebrazione, le donne consegnano regali ai preti: una coperta e altri piccoli doni per ciascuno di loro.
Per scoprire cos’è la vuvuzela, croce e delizia durante le partite del Mondiale, e dove nasce ci spostiamo a Mamelodi (città della melodia), un’altra township di circa un millione di abitanti, popolata esclusivamente da neri, a est della capitale. Dello strumento si parla molto ultimamente, in particolore del rumore che produce negli stadi.
Le case sono ancora quelle costruite all’epoca dell’Apartheid, una sala e due stanze di circa 50 metri quadrati. Per vedere i metis (quelli che loro chiamano colored) bisogna andare ad Eersteerus (che vuole dire 'Per prima cosa riposati'), a nord della township. Nel cuore di Mamelodi sorge un gande negozio gestito da una coppia portoghese, ma non abitano lì. Vengono ogni mattina, e se ne vanno nel primo pomeriggio. Ci sono anche molti stranieri, soprattuttto quelli che provengono dai Paesi vicini come lo Zimbabwe e il Mozambico. Il tasso di educazione sta migliorando man mano, perché gran parte dei bambini va a scuola, ma proseguire fino alle superiori per molti è troppo costoso.
Tanti i problemi sociali, come l’uso delle droghe, soprattutto la colla sniffata dai più giovani; mentre gli stupri continuano a dominare la vita quotidiana di Mamelodi. Il posto è abbastanza tranquillo, ma la cautella resta l’arma migliore.
La vuvuzela era uno strumento fatto di corna, pulite e bucate sul fondo. Nasce nelle tribù dei Tsonga e Bapedi, popolo del nord del Sudafrica, che le usavano quando il re voleva convocare una riunione, oppure durante le ceremonie di matrimoni o funerali.
Ogni suono prodotto aveva un preciso significato, e la vuvuzela si usava anche per prevedere eventuali attachi. Man mano, anche altre regioni e tradizioni hanno iniziato a utilizzare questo strumento, più o meno per gli stessi scopi, e oggi è diventato il simbolo dell'intero Paese.
Un gruppo di circa dieci donne sta cucinando con un fuoco acceso all'aria aperta, fuori da una chiesa, e il fumo confonde la visuale. Non nasconde però la loro gioia, quando iniziano a cantare e a raccontarsi storie. Devono cucinare per quasi 300 persone, e tra loro c'è anche un uomo, che le aiuta a sollevare le enormi pentole cariche di cibo. Lo spettacolo è stupendo, la forchetta sembra l'arma dei gladiatori di epoca romana. Dall’altra parte della strada giocano due bambine, entusiate alla vista di un uomo che scatta una foto per immortalarle così, coperte dal colore giallo della terra.
di Alix Ndembi (17 giugno 2010)
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Jabulani, letteralmente 'festeggiare' in Zulu. La grande festa per i primi Mondiali di Calcio in Africa entra nello spirito della competizione dando questo nome al pallone ufficiale della Fifa. Da qui, anche il nome del programma radiofonico che Afriradio.it ha elaborato in occasione della Coppa del Mondo.
Festa, ma non solo. Alix Ndembi, conduttore del programma, accompagna gli ascoltatori in un viaggio nel Paese, scoprendo come le persone vivono, sentono e partecipano a questo grande evento. Johannesburg, Pretoria, Cape Town e Durban, sono solo alcune delle tappe del suo viaggio, che lo hanno portato nel pieno delle township metropolitane.
Storie di donne e di uomini in un Sudafrica dove si affaccia una generazione che non ha mai conosciuto l’Apartheid. Un paese pieno di contraddizioni, ma che costituisce il motore economico più dinamico di tutto il continente. Jabulani è trasmesso su Afriradio (la web radio di Nigrizia - storico mensile dei missionari comboniani), dal lunedì al venerdì, alle 13, in replica alle 15 e alle 23. Tutte le puntate si possono invece riascoltare in podcast.


